Israele e la ‘voce’ dell’attacco via terra per far uscire allo scoperto Hamas. Razzi anche dalla Siria

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Hamas
(foto account FB IDF)

Tre razzi sono stati lanciati dalla Siria contro Israele. Il nuovo attacco dalle zone sotto il controllo delle milizie filo-iraniane al confine delle alture del Golan. Un razzo è esploso sul suolo siriano, due si sono schiantati senza causare danni. Intanto si fa luce sulla notizia di un attacco di terra dell’IDF, l’esercito israeliano, contro Gaza, rivelatasi poi infondata. All’origine di tutto la scelta dell’IDF di adottare forme di difesa multiformi contro le forze di Hamas, con l’obiettivo di colpirne la potenza di fuoco e di ridurre il costo per i civili.

Scudo

Nell’area della Striscia, le postazioni militari del organizzazione islamica al potere e della Jihad palestinese si fanno scudo della popolazione civile, di ospedali e di centri abitati. L’IDF ha quindi inteso convincere i terroristi che era partito un attacco via terra, con l’obiettivo di evidenziare le postazioni che provvedono al lancio dei missili. Gli israeliani si sono mossi con creatività e astuzia per infliggere un duro colpo a un avversario che si dissimula dietro donne e bambini inermi. L’IDF, combinando gli attacchi mirati delle sue forze aeree e dell’artiglieria, ha inflitto un colpo severo e concentrato a infrastrutture di combattimento spesso sotterranee.

Carri

Nella notte di giovedì, mentre i carri armati e i blindati si muovevano sulla linea di confine con Gaza, un portavoce dell’IDF avrebbe fatto circolare la voce, subito raccolta dai media internazionali, di un attacco di terra contro la Striscia. Le formazioni palestinesi si sono subito schierate, evidenziando il vero obiettivo dell’attacco: la rete militare sotterranea di Gaza City. Circa 160 aerei caccia e droni dello Stato ebraico hanno così lanciato un attacco a “The Metro”, la ragnatela di tunnel realizzati anche a 30 metri di profondità. L’Air Force dell’IDF ha utilizzato bombe anti-tunnel, altamente precise e distruttive. Sarebbero stati colpiti oltre 150 obiettivi di Hamas e soci . Intanto il fuoco aereo (in particolare dei droni dotati di visione notturna) e terrestre (con artiglieria i carri) colpiva i miliziani usciti allo scoperto.

Psicologico

Di fatto nessun soldato israeliano ha attraversato il confine. Un confine blindato da Israele, con barriere anti-intrusione sotterranea e postazioni speciali per i carri armati, che possono sparare con grande precisione e con il minimo rischio di essere colpiti dagli anticarro palestinesi. L’IDF chiama questo sistema difensivo “The Safari”. Il finto attacco di terra sembra aver inferto un pesante colpo anche psicologico, segnalando l’incapacità della dirigenza di Hamas di interpretare le intenzioni di Gerusalemme. Gli attacchi dell’IDF sono avvenuti secondo protocolli di massima cura, al fine di non coinvolgere i civili. Il servizio di sicurezza interna israeliano, Shin Bet, avverte anche telefonicamente, i civili a Gaza per consentire evacuazioni. Droni sganciano bombe tattiche a basso potenziale come avvertimento prima di un attacco più pesante. Vengono usate munizioni ad alta precisione per produrre danni collaterali minimi.

Civili

Molte delle vittime civili all’interno della Striscia, comprese donne e bambini, sono causate da dagli stessi razzi di Hamas a volte poco efficienti e utilizzati con imperizia. L’azione dell’IDF ha determinato in questa fase una diminuzione nel lancio dei razzi dall’enclave islamista. Hamas e Jihad palestinese hanno tuttavia a disposizione ancora migliaia di ordigni, tra cui i missili Ayash 250 a lunga gittata. L’impegno dell’IDF per l’autodifesa di Israele è tutt’altro che finito. Secondo gli esperti – segnala il sito ynetnews.com – l’operazione continuerà almeno fino alla metà della prossima settimana.

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