
Per minare la resistenza all’invasione di un paese non c’è niente di meglio che fiaccare psicologicamente un popolo che non si arrende spargendo voci sulla fuga all’estero del suo leader.
La guerra in Ucraina, che si fa anche con la propaganda, non sfugge a questa regola e così Mosca ha cominciato stamane a sussurrare a destra e a manca che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky – che finora secondo il Times sarebbe sfuggito a tre attentati in quanto in cima alla ‘kill list’ delle forze speciali russe e cecene – non è più nella capitale ma è fuggito in Polonia.
Poche ore più tardi la risposta: “Gli occupanti hanno diffuso un altro falso dicendo che il presidente Volodymyr Zelensky ha lasciato il Paese. Non è vero, il presidente è Kiev con la sua gente”. In un bunker, protetto da un capace apparato di sicurezza che, secondo l’autorevole quotidiano britannico, nell’ultima settimana sarebbe già riuscito a proteggerlo da tre tentativi di attentato. Due di questi tentativi messi in atto da mercenari del gruppo Wagner e da forze speciali cecene – sempre secondo il Times – sarebbero stati sventati grazie anche ad una ‘soffiata’ pervenuta da elementi dei servizi segreti russi, l’FSB, contrari all’invasione dell’Ucraina voluta fortemente da Putin.
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