
“La guerra è una pazzia. Per favore fermatevi!”. E quella che sta martoriando l’Ucraina provocando già troppe vittime civili “è una guerra, non un’operazione militare speciale”. Così papa Francesco – con parole che sono sembrate un dito puntato contro Mosca (di “operazione militare speciale” ha parlato Putin quando è iniziato tutto, ndr) – al termine dell’Angelus in piazza San Pietro. Il pontefice è tornato a lanciare il suo appello per la pace nell’undicesimo giorno dell’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. Undici giorni di guerra, con le due parti in conflitto arroccate sulle rispettive posizioni, senza che si raggiunga un accordo per un cessate il fuoco al fine di consentire almeno l’evacuazione dei civili dalle città assediate. Una tregua è stata annunciata già due volte e per due volte è stata sospesa con la ripresa degli scontri e con scambi di accuse tra russi e ucraini. All’appello per la pace il pontefice ha aggiunto una nuova e confermata disponibilità della Santa Sede “a fare di tutto per mettersi al servizio di questa pace”. Anche a mediare, è sembrato di capire, aggiungendo il suo impegno a quelli attualmente in atto da parte di Macron, di Israele e della Turchia. “La guerra è una pazzia, guardate questa crudeltà” ha detto il papa dopo l’Ave Maria dedicata alla popolazione ucraina spiegando che in questi giorni “sono andati in Ucraina due cardinali per servire il popolo, per aiutarli: il cardinale Krajewski, elemosiniere, per portare aiuti ai bisognosi e il cardinale Czerny, prefetto emerito del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale”. La presenza dei due cardinali lì – ha aggiunto Bergoglio – “e la presenza non solo del Papa ma di tutto il popolo cristiano” perché “vuole avvicinarsi e dire: la guerra è un pazzia. Fermatevi per favore!”.
“Ho preso la decisione di un’operazione militare”, aveva usato queste parole Vladimir Putin nella dichiarazione trasmessa in televisione poco prima delle 6 del mattino del 24 Febbraio scorso. “L’operazione militare russa mira a proteggere le persone e le circostanze richiedono un’azione decisiva dalla Russia” aveva aggiunto il presidente russo spiegando di voler “smilitarizzare e de-nazificare” l’Ucraina, invitando i soldati ucraini a deporre le armi e a tornare a casa, affermando che la responsabilità dello spargimento di sangue sarebbe stata nelle mani del “regime ucraino”. “I vostri padri e i vostri nonni non hanno combattuto per poter aiutare poi i neo-nazisti”, aveva sottolineato Putin mettendo poi in guardia che “in caso di ingerenze straniere, la Russia agirà immediatamente. E chi lo farà si farà carico delle relative conseguenze”.
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