Terzo round di colloqui. I carri russi alle porte di Kiev. Putin mette l’Italia nella lista dei ‘paesi ostili’

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(foto profilo Twitter Belarus MFA)

Nella foresta di Brest, in Bielorussia, al confine con la Polonia è iniziato nel primo pomeriggio il terzo round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina.

Nel dodicesimo giorno di combattimenti si cerca qualche abbozzo di intesa se non per fermare la guerra – perchè Putin ha messo sul tavolo condizioni al momento inaccettabili per l’Ucraina – almeno per un cessate il fuoco temporaneo finalizzato a far decollare i già due volte abortiti corridoi umanitari per l’evacuazione dei civili. Finora 1,3 milioni di cittadini ucraini hanno lasciato il paese diretti verso i paesi dell’Europa, confinanti a Occidente. Sul terreno però i combattimenti non si fermano e non si fermano nemmeno i carri armati russi in avanzata fino alla periferia ovest di Kiev. I tank so stati visti muoversi nelle zone residenziali della capitale e i cittadini si aspettano l’attacco finale di ora in ora.

Intanto Mosca – una contromossa prevedibile e in qualche modo attesa – ha inserito anche l’Italia in una lista di ‘paesi ostili’: quelli che, oltre naturalmente l’Ucraina, hanno deciso di imporre sanzioni economiche alla Russia di Putin per l’invasione del paese confinante. Il governo russo ha quindi approvato un decreto che è una sorta di risposta all’Occidente, un provvedimento ‘anti-sanzioni’ che vuole colpire chi ha tagliato i ponti con la Russia dopo l’invasione. E’ un lungo elenco di stati che comprende tutti quelli dell’Unione europea e della Nato, gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, il Giappone, il Canada, l’Australia, la Nuova Zelanda e la Svizzera ma anche una serie di paesi molto più piccoli come Andorra, Liechtenstein, Monaco e perfino San Marino.

Secondo il decreto lo stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a paesi inseriti nella lista dei paesi ostili potranno pagarli in rubli (una moneta il cui valore con la guerra sta precipitando in maniera verticale, ndr), anche su titoli denominati in altre valute. Nuove regole quindi per chi vanta crediti nei confronti dei russi a seconda che i creditori siano basati o meno in un Paese che ha sanzionato la Russia, dividendoli così in due distinte categorie. La nuova procedura definita “temporanea” si applicherebbe ai pagamenti superiori ad un importo pari a 10 milioni di rubli. La Banca centrale russa ha fatto sapere che i creditori appartenenti a paesi che non hanno imposto sanzioni a Mosca potranno ricevere il pagamento in valuta estera, ma con un permesso speciale. 

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