
Accogliere milioni di rifugiati ucraini, sfida gigantesca per l’Europa. L’aggressione di Putin all’Ucraina ha un risvolto umanitario “molto, molto grande”, ha affermato la commissaria europea per gli Affari interni, Ylva Johansson. In due settimane, l’UE ha visto più di due milioni di arrivi e i bambini costituiscono “la metà” dei profughi. Se i primi rifugiati fuggiti dall’invasione avevano legami familiari o di amici nell’UE, per le nuove ondate non sarà così. “Dobbiamo prepararci”, avverte Johansson.
Protezione
Con una mossa senza precedenti, la scorsa settimana i Ventisette hanno concesso agli ucraini un regime di protezione temporanea, che consente loro di rimanere per almeno un anno nell’UE e di poter lavorare. Una sfida colossale. All’arrivo dei leder europei al vertice di Versailles, ospitato dal presidente francese Macron, il capo della politica estera dell’UE, Josep Borrell, assicura: “Siamo più uniti che mai. Putin credeva che avrebbe conquistato l’Ucraina e ha fallito. Credeva che ci avrebbe diviso e ha fallito. Credeva che avrebbe indebolito l’alleanza transatlantica e ha fallito. Ora deve fermare la guerra”. Nel vertice i leader UE discuteranno su come ridurre la dipendenza energetica dalla Russia e come affrontare la nuova incombente crisi economica.
Combustibili
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha detto con nettezza: “Dobbiamo sbarazzarci della dipendenza dai combustibili fossili russi e per questo abbiamo bisogno di massicci investimenti nelle energie rinnovabili. Questo è anche un investimento strategico per la nostra sicurezza e indipendenza”. Naturalmente, “discuteremo dell’Ucraina come parte della nostra famiglia europea. Vogliamo un’Ucraina libera e democratica, con la quale oggi condividiamo un destino comune”. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, dopo un colloquio con Macron, ha rilevato: “Abbiamo chiesto tutti insieme tante volte al presidente Putin di cessare le ostilità, in particolare i bombardamenti sui civili. Continueremo a farlo”.
Risposta
Sui risvolti della guerra sull’economia italiana, Draghi ha rimarcato: “Osserviamo mancanza di materie prime non soltanto nel campo energetico, ma anche nel campo agro-alimentare, nel campo della produzione di acciaio, di carta, di ceramica. È una situazione italiana, ma anche una situazione europea. Dobbiamo rispondere sostenendo le imprese, il potere di acquisto delle famiglie con la stessa convinzione, la stessa rapidità con cui abbiamo sostenuto la risposta alla Russia”.
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