Putin vieta a Boris Johnson l’ingresso in Russia. In Italia porti chiusi per le navi di Mosca

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Johnson
(foto profilo Twitter Boris Johnson)

Putin ha vietato l’ingresso in Russia al primo ministro inglese, Boris Johnson. La ragione del bando è la posizione del Regno Unito “ostile” a Mosca sulla guerra in Ucraina. Divieto d’accesso anche per una decina di ministri, tra cui la ministra degli Esteri Liz Truss e il segretario alla Difesa Ben Wallace. Banditi da Mosca anche la primo ministro scozzese Nicola Sturgeon e l’ex premier britannica Theresa May. A marzo il Cremlino aveva già imposto un divieto simile nei confronti del presidente degli Stati Uniti Joe Biden.

Risoluti

Secondo una nota del ministero degli Esteri russo: “La leadership britannica sta deliberatamente aggravando la situazione in Ucraina, fornendo al regime di Kiev armi letali e coordinando sforzi in tal senso da parte della Nato”. Inoltre, l'”informazione falsata e la campagna politica di Londra per isolare la Russia a livello internazionale” sono volte a “creare le condizioni per emarginare il nostro Paese e strangolarne l’economia”. Londra ha replicato con nettezza al divieto imposto a Johnson: “Restiamo risoluti nel nostro sostegno all’Ucraina”. A inizio settimana, inglesi e americani hanno annunciato ulteriori sanzioni contro la Russia.

Forze speciali

In parallelo, gli USA hanno annunciato l’invio di nuove armi offensive sofisticate a Kiev per un valore di 800 milioni di dollari. Secondo il quotidiano inglese The Times personale delle forze speciali del Regno Unito sarebbero in Ucraina per addestrare le truppe locali. In risposta a queste mosse, Mosca ha avvertito che ci sarebbero state “conseguenze imprevedibili” se non sarà interrotto l’invio di armamenti in Ucraina.

Off limits

Entra in vigore anche in Italia il bando europeo nei confronti delle navi russe. I porti italiani saranno off limits anche per le imbarcazioni che hanno cambiato bandiera dopo il 24 febbraio. Una circolare del Comando generale delle Capitanerie di Porto recepisce la direttiva dell’Unione europea dell’8 aprile e le navi russe attualmente presenti nei porti della Penisola, dovranno lasciarli immediatamente dopo “il completamento delle attività commerciali”. Il divieto non si applica alle navi che hanno bisogno di assistenza, che richiedono di poter accesso per motivi di sicurezza marittima o che hanno salvato vite in mare.

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