Due mesi di guerra, la Pasqua ortodossa non ferma le bombe. E Putin va alla messa di mezzanotte…

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(foto en.kremlin.ru)

Nemmeno la Pasqua ortodossa ha fermato le bombe in Ucraina.

Al sessantesimo giorno di guerra, mentre Vladimir Putin faceva diffondere un video in cui lo si vede accendere una candela rossa, segnandosi, durante la messa di mezzanotte officiata dal patriarca Kirill nella chiesa di Cristo Salvatore a Mosca, le sue truppe hanno proseguito l’offensiva continuando a colpire l’Est e il Sud del paese, da Karkiv a Mariupol, fino a Odessa tornata nel mirino dei missili russi. In questo clima le Nazioni Unite hanno lanciato l’appello per una “tregua immediata” che consenta l’evacuazione in sicurezza dei circa 100mila civili rimasti intrappolati nella città portuale di Mariupol, molti dei quali ancora nei cunicoli dell’acciaieria Azovstal circondata e “sigillata” dai soldati russi come ordinato dallo zar del Cremlino. Falliti i tentativi per l’apertura di un corridoio umanitario. Ci si riproverà domani.

Intanto da Kiev il presidente ucraino Zelensky chiede all’Occidente di aumentare le sanzioni contro Mosca perché quelle in vigore attualmente “non bastano”, sollecitando all’Ue un embargo completo su energia, gas e petrolio russi, nonché sanzioni contro le banche. Residue speranze per il raggiungimento di un cessate il fuoco, anche se Putin non sembra più interessato a far proseguire i negoziati con Kiev, sono affidate al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres che martedì vola a Mosca da Putin e giovedì a Kiev da Zelensky. Prima delle tappe in Russia e in Ucraina Guterres farà tappa ad Ankara, capitale del Paese mediatore del conflitto, dove lunedì incontrerà il presidente Recep Tayyip Erdogan. (foto da corriere.it)

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