Gaza, ok da Gerusalemme al cessate il fuoco negoziato da Biden con Egitto e Qatar. Quattro giorni di tregua per la liberazione di 50 ostaggi

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(foto account FB Israele in Italia)

Via libera per una tregua a Gaza, dopo oltre un mese di guerra seguita all’aggressione terroristica di Hamas contro Israele. Il governo israeliano ha dato disco verde all’intesa negoziata dal presidente americano Biden con Egitto e Qatar. Manterrà un cessate il fuoco – che dovrebbe iniziare nelle prossime 24 ore – di almeno quattro giorni, se la formazione terrorista libererà 50 degli ostaggi catturati a ottobre. In cambio Gerusalemme rilascerà circa 150 palestinesi detenuti.

Rapiti

Il governo israeliano ha confermato di essere “impegnato a riportare a casa tutti i rapiti”, segnalando che “ogni rilascio aggiuntivo di 10 ostaggi comporterà un ulteriore giorno di tregua”. Durante il cessate il fuoco, le truppe israeliane rimarranno nelle loro attuali posizioni e i voli di ricognizione e di sorveglianza sulla Striscia si fermeranno per sei ore al giorno. I terroristi di Hamas hanno ucciso circa 1.200 persone e catturato oltre 240 ostaggi durante il raid nel sud di Israele del 7 ottobre. I 50 ostaggi israeliani che verranno rilasciati saranno tutti donne e bambini.

Calvario

Gerusalemme rimarca che “continuerà” l’impegno per riportare a casa tutti gli ostaggi, così come l’obiettivo di “completare l’eliminazione di Hamas” e garantire che per il futuro “non vi sia alcuna nuova minaccia” per Israele da Gaza. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, ha detto che l’accordo metterà fine a un “indicibile calvario” per alcuni ostaggi e “allevierà le sofferenze di famiglie palestinesi innocenti”.

Difficile

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio ha affermato che accettare l’accordo è stata “una decisione difficile, ma giusta”. Ha poi aggiunto: “Continueremo la guerra, finché non raggiungeremo tutti i nostri obiettivi bellici: eliminare Hamas, liberare tutti i nostri ostaggi e i dispersi e garantire che non ci sia alcun elemento a Gaza che minacci Israele”. In seguito all’accordo “lo sforzo bellico non sarà danneggiato, ma consentirà all’IDF di prepararsi per la continuazione dei combattimenti”.

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