
La giunta militare golpista del Niger, che nel luglio scorso ha rovesciato il presidente Mohamed Bazoum, ha abrogato la legge che dal 2015 frenava il traffico di esseri umani attraverso Paese dell’Africa occidentale verso l’Europa. Il Niger è un vero e proprio hub per i migranti che cercano di entrare in Europa attraverso la Libia e l’Algeria. Il colpo di stato ha creato un vero e proprio triangolo di ferro di regimi autoritari tendenzialmente anti-occidentali nel cuore del Sahel, la fascia di territorio dell’Africa subsahariana che si estende dall’Oceano Atlantico al Mar Rosso.
Militari
Giunte militari sono al potere in Mali e in Burkina Faso, con un ruolo inquietante dei resti delle squadre di mercenari del gruppo Wagner. Confermando la scelta neo-sovranista, il capo della giunta nigerina, generale Abdourahamane Tchiani, ha firmato l’abrogazione della legge del 2015, perché “non teneva conto degli interessi del Niger e dei suoi cittadini”. Presto potrebbero essere rilasciati tutti i trafficanti arrestati, con condanne fino a cinque anni di carcere. Il presidente Bazoum aveva collaborato con l’Unione Europea per arginare il flusso di persone attraverso il Mediterraneo.
Risorsa
Ora i militari al potere a Niamey appaiono intenzionati a giocare la carta dell’escalation nei confronti dell’UE, che ha imposto sanzioni all’indomani del golpe. In realtà, lo sfruttamento dei flussi di migranti illegali costituiva una risorsa economica per le aree desertiche del Niger, come quella di Agadez. Secondo le stime delle Nazioni Unite, ogni settimana transitavano nella regione fino a 4mila persone senza documenti di viaggio. Un abitante ha detto all’agenzia di stampa Reuters che guadagnava migliaia di dollari al mese guidando i migranti attraverso il deserto. “Ho intenzione di ricominciare – ha affermato -. Noi siamo molto felici”. Diverse le valutazioni europee. Ulf Laessing, direttore dell’ufficio della Fondazione Adenauer per il Sahel, ha dichiarato all’agenzia di stampa tedesca DPA: “Ora si apre uno scenario horror per l’Europa”.
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