USA: negli ‘auguri’ di Natale Trump parla di “vendetta” e manda all’inferno Biden. I suoi seguaci minacciano i giudici del Colorado

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vendetta
(foto account Donald J. Trump su Truth)

Un eventuale secondo mandato di Donald Trump alla Casa Bianca si caratterizzerà per le parole “vendetta” e “dittatura”. Un mix più da Terrore, che non da Restaurazione. Il tycoon rilancia sul suo social Truth le parole più votate dai suoi fan in un sondaggio in caso di rielezione alla Casa Bianca. Con l’intensificarsi della campagna elettorale per le primarie del Partito repubblicano, Trump fa la voce grossa. Il giorno di Natale augura agli avversari politici, in testa il presidente Joe Biden, di “marcire all’inferno”.

Ribaltare

Di fronte a decine di accuse federali, legate ai suoi tentativi di ribaltare la sconfitta del 2020, Trump nega qualsiasi addebito e sostiene di essere vittima della campagna giudiziaria orchestrata da Biden e dal Dipartimento di Giustizia. Un vittimismo attira voti ben noto in Italia. Trump in caso di vittoria alle presidenziali del 2024 è deciso a portare avanti la ‘punizione’. Tutti i suoi consiglieri, a partire dall’inquietante Steve Bannon, assicurano vendetta contro i nemici percepiti, dal “Deep State” ai media. E il miliardario non nasconde i suoi desiderata per un potere autoritario, sul modello di un Putin o di un Erdogan, se non addirittura di Kim Jong-un.

Dittatore

In una riunione del New York Young Republican Club a Manhattan, l’ex presidente ha affermato: “Ho detto che voglio essere un dittatore per un giorno. E sapete perché voglio essere un dittatore? Perché voglio un muro e voglio trapanare, trapanare, trapanare”. Dalla motosega di un suo emulo, il neo-presidente argentino Javier Milei, al trapano per perforare e distruggere. Trump gioca la carta dell’uomo forte, pronto a trasgredire anche rispetto alla democrazia, come gli chiedono i suoi sostenitori più sfegatati. Senza remore si è parlato di un ricambio totale, di una vera e propria ‘purga’ autoritaria più che di un semplice spoil system. Le bordate si fanno sempre più feroci via via che si avvicina l’inizio delle primarie: il 15 gennaio i caucus nello Iowa e il 23 il voto dei militanti repubblicani nel New Hampshire. Il fatto che gli sfidanti più accreditati nel GOP, l’ex ambasciatrice Nikki Haley e il governatore della Florida Ron DeSantis, non osino attaccare l’ex presidente per la sommossa del 6 gennaio 2021, mostra fino a che punto la versione di Trump sulla frode elettorale sia diventate ortodossia per tutti i repubblicani.

Cappio

Chi la pensava diversamente, come l’ex vicepresidente Mike Pence, è stato obbligato a gettare la spugna. Intanto i falchi della base trumpiana passano dalle parole ai fatti. Precise minacce di morte, corredate da indirizzi e numeri telefonici, sono state rivolte ai giudici della Corte Suprema del Colorado, che hanno escluso Trump dalle primarie dello Stato per aver violato la Costituzione americana, fornendo sostegno politico agli assalitori di Capitol Hill. Cappio e pistolettate aspetterebbero i giudici e così la polizia di Denver ha aumentato la sorveglianza delle loro residenze e l’ufficio locale dell’FBI ha avviato indagini.

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