Assange, l’Alta Corte di Londra gli dà una nuova speranza

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Assange
(foto profilo Twitter Stella Moris #FreeAssangeNOW)

Una nuova speranza per Julian Assange. L’Alta Corte di Londra ha concesso al fondatore di WikiLeaks la possibilità di presentare un nuovo ricorso alla giustizia britannica contro la sua estradizione negli Usa dove il giornalista australiano rischia 175 anni di carcere per spionaggio e cioè per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato con rivelazioni imbarazzanti, inclusi crimini di guerra in Afghanistan e Iraq. L’Alta Corte ha riconosciuto come ‘non infondate’ le argomentazioni della difesa di Assange sul timore di un processo ‘non giusto’ che subirebbe oltreoceano. In sostanza i giudici dell’Alta Corte, che un mese e mezzo fa avevano opposto un deciso ‘no’ all’ammissibilità di un estremo appello di Assange contro l’estradizione, oggi hanno aperto uno spiraglio concedendogli la possibilità di un nuovo ricorso dichiarandosi in qualche modo non soddisfatti delle assicurazioni preventive fornite da Washington sul fatto che l’attivista non sarà condannato a morte negli Usa e potrà invocare la tutela sulla libertà di espressione sancita dal Primo emendamento della Costituzione americana. Assicurazioni “palesemente inadeguate” sono state definite dalla difesa di Assange. Il giornalista, che ha trascorso gli ultimi 5 anni nel penitenziario di massima sicurezza di Belmarch, nella capitale britannica, non era presente in aula per motivi di salute. Alla notizia del pronunciamento dell’Alta Corte, la folla che si era radunata all’esterno del tribunale per manifestare il suo ‘no’ all’estradizione, è esplosa in urla di gioia. I giudici “hanno preso la decisione giusta”, ha commentato la moglie Stella Assange. “Come famiglia siamo sollevati, ma fino a quando si potrà andare avanti così? Gli Stati Uniti – ha detto – dovrebbero rinunciare subito al caso. È il momento di farlo. Abbandonare questo vergognoso attacco ai giornalisti, alla stampa e al pubblico che va avanti da 14 anni”.

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