Libano: il comandante delle Forze armate Joseph Aoun eletto presidente. Largo sostegno al candidato appoggiato da USA, Arabia Saudita e Francia

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Aoun
(foto Arlington National Cemetery da fr.wikipedia.org)

Il capo delle forze armate libanesi, generale Joseph Aoun, è stato eletto Presidente della Repubblica del Libano. La carica era vacante da due anni. Con un accordo largo il militare, 60 anni, cristiano maronita, ha ottenuto 99 voti dal Parlamento di Beirut, nella seconda votazione. Per l’ordinamento libanese la carica spetta a un cristiano maronita. Finora i rappresentati sciiti guidati da Hezbollah avevano bloccato l’elezione, sostenendo un altro candidato più vicino all’Iran e al deposto presidente della Siria, Bashshar al-Assad.

Nuova era

Ora dopo la pesante sconfitta militare e lo sfrondamento dei vertici del “Partito di Dio”, a partire dall’eliminazione dell’ex capo Hassan Nasrallah, per l’azione condotta da Israele, la situazione del Paese del Medio Oriente affacciato sul Mediterraneo sembra destinata a cambiare. Aoun è sostenuto dalle forze occidentali, USA e Francia in testa, e dai Paesi arabi del Golfo ostili all’Iran. “Dico ai libanesi che stiamo entrando in una nuova era per il Libano”, ha rimarcato Aoun dopo la sua elezione e ha chiarito: “Dobbiamo cambiare la nostra visione politica per quanto riguarda la protezione dei nostri confini, le nostre politiche economiche e la nostra concezione dello Stato e dello sviluppo”. Aoun ha continuato: “Abbiamo bisogno dell’uguaglianza tra tutti i cittadini. Ciò significa la fine delle mafie, del narcotraffico e dell’ingerenza nella giustizia a tutela dei criminali. Mostreremo a tutti che in Libano non c’è posto per il fallimento. Nessuna comunità sarà privilegiata rispetto a un’altra e nessun libanese sarà privilegiato rispetto ad un altro”.

UNIFIL

A vari osservatori è sembrato un riferimento indiretto allo strapotere di Hezbollah, il gruppo terrorista che aveva costruito uno Stato nello Stato, con truppe indipendenti sotto il controllo di Teheran. L’ala paramilitare di Hezbollah era cresciuta nel corso degli anni, minacciando Israele per poi intervenire direttamente nel conflitto di Gaza a sostegno delle milizie islamiste di Hamas. L’elezione di Aoun, dopo ben dodici tentativi andati a vuoto, ha riacceso le speranze in un Paese martoriato dalla crisi economica e politica. Il neo presidente ha annunciato rapide consultazioni per la formazione di un governo. Il compito più urgente è quello di consolidare il cessate il fuoco con Israele. Con il ritiro dell’IDF dal sud del Libano, finora sotto il controllo di Hezbollah. Le unità dell’esercito libanese dovranno schierarsi nell’ambito di sforzi coordinati con la Forza di interposizione delle Nazioni Unite (UNIFIL). Secondo la Banca Mondiale, la guerra tra Hezbollah e Israele è costata al Libano più di 5 miliardi di dollari in perdite economiche, mentre i danni strutturali ammontano a diversi miliardi. Ci sono poi oltre un milione di sfollati dal sud da ricollocare e Beirut è interessata anche a vedere il ritorno a casa dei rifugiati siriani fuggiti dal regime di Assad. Il presidente Aoun e il nuovo governo, che dovrà essere guidato da un esponente sunnita, mentre agli sciiti tocca la presidenza del Parlamento, dovranno fronteggiare la grave recessione economica, che ha determinato il crollo della lira libanese e il congelamento dei depositi nelle banche.

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