
Le forze ucraine impegnate nell’offensiva nella regione russa di Kursk hanno fatto prigionieri due soldati nordcoreani feriti. Lo ha annunciato il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in un post su X dove precisa: “I nostri soldati hanno catturato personale militare nordcoreano nella regione di Kursk. Due soldati feriti sono stati trasportati a Kiev, dove ora stanno comunicando con il Servizio di sicurezza dell’Ucraina”. Il presidente rivela un particolare di estrema crudeltà che riguarda il trattamento dei soldati di Pyongyang da parte di Mosca: “Le forze russe e altro personale militare nordcoreano solitamente giustiziano i feriti per cancellare ogni prova del coinvolgimento della Corea del Nord nella guerra contro l’Ucraina”.
Prigionieri di guerra
Zelensky ha aggiunto: “Sono grato ai soldati del Gruppo tattico n. 84 delle Forze per operazioni speciali delle Forze armate dell’Ucraina, nonché ai nostri paracadutisti, che hanno catturato questi due individui. Come tutti i prigionieri di guerra, questi due soldati nordcoreani stanno ricevendo l’assistenza medica necessaria. Ho dato istruzioni al Servizio di sicurezza ucraino di concedere ai giornalisti l’accesso a questi prigionieri. Il mondo deve sapere la verità su ciò che sta accadendo”. Le foto pubblicate da Zelensky mostrano il primo piano del volto di un soldato con il labbro tumefatto e una benda attorno alla testa e di un altro militare con le mani bendate. I Servizi segreti ucraini (SBU) hanno indicato che i prigionieri di guerra sono stati catturati il 9 gennaio e “sono trattenuti in condizioni appropriate, che soddisfano i requisiti del diritto internazionale”, come stabilito dalla Convenzione di Ginevra.
Identità
I prigionieri non parlano ucraino, inglese o russo e “la comunicazione con loro avviene tramite interpreti di coreano, in collaborazione con il NIS (National Intelligence Service) sudcoreano”. Secondo l’intelligence ucraina, uno dei due soldati aveva una carta d’identità militare russa rilasciata a un nome fittizio con registrazione nella Repubblica di Tuva. il territorio della Federazione Russa che si trova a nord-ovest della Mongolia. Il prigioniero, un fuciliere nordcoreano classe 2005, avrebbe dichiarato di essere stato inviato in quella zona per un addestramento e “non per combattere contro l’Ucraina”. Secondo fonti della presidenza di Kiev i russi “stanno cercando di nascondere il fatto che si tratta di soldati della Corea del Nord, fornendo loro documenti che attestano la provenienza da Tuva o da altri territori sotto il controllo di Mosca, ma queste persone in realtà provengono dalla Corea del Nord”. L’anno scorso, quando al russo presidente Vladimir Putin è stato chiesto se Mosca avrebbe utilizzato truppe nordcoreane nella guerra contro l’Ucraina, non lo ha negato. Ha rimarcato che si trattava di una “decisione sovrana” della Russia.
Vittime
Il Servizio di sicurezza dell’Ucraina sta conducendo le necessarie investigazioni “per stabilire tutte le circostanze della partecipazione dell’esercito della Repubblica Popolare Democratica di Corea alla guerra della Russia contro l’Ucraina”. Secondo Kiev e Seul, Pyongyang ha inviato almeno 10mila soldati in Russia e fonti americane hanno affermato che le vittime nordcoreane sono in aumento da quando sono entrate in guerra all’inizio di dicembre. Il presidente Zelensky ha stimato il numero dei caduti in 3.000. Fonti anonime citate da Bloomberg indicano la presenza fino a 100mila nordcoreani. Gli Stati Uniti valutano che circa 600mila soldati russi siano stati uccisi o feriti dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina nel 2022, con un numero di vittime che si aggira intorno alle mille al giorno. Per il Pentagono i soldati nordcoreani vengono impiegati in ruoli di fanteria nella regione di Kursk, che Mosca sta cercando di riconquistare. Questo lascerebbe supporre che al momento non siano presenti direttamente sul territorio dell’Ucraina. La Corea del Nord ha uno degli eserciti più grandi del mondo, con 1,28 milioni di soldati. I servizi segreti ucraini e sudcoreani hanno affermato che molte delle truppe inviate in Russia provengono dall’11esimo Corpo, noto come Storm Corps. Unità con capacità di infiltrazione e sabotaggi, a cui i russi avrebbero fornito un addestramento aggiuntivo. Per il regime di Kim Jong l’invio di soldati in Russia è anche un affare economico, gran parte della paga di circa 2mila dollari al mese finirebbe nelle casse di Pyongyang, che avrebbe ottenuto anche accesso a tecnologia militare russa.
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