
La tregua nella guerra di Gaza ha il nome delle tre donne israeliane – Romi, Emily e Doron – rapite il 7 ottobre 2023 e liberate oggi alle 15,20 da Hamas, dopo 471 giorni di prigionia, in base agli accordi sul cessate il fuoco raggiunti a Doha. Contemporaneamente Israele liberava, in questa prima fase, 90 prigionieri palestinesi. Un momento per molti versi storico nella tormentata storia dell’annosa crisi mediorientale, un primo passo di una fragile tregua in una guerra che ha provocato decine di migliaia di vittime, in gran parte civili palestinesi. Un conflitto originato dallo scempio compiuto da Hamas il 7 ottobre e sviluppatosi con la feroce rappresaglia dell’esercito israeliano alla ricerca degli ostaggi e con la distruzione di Gaza. La liberazione delle tre donne ostaggio israeliane è avvenuta alla vigilia dell’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca per il suo secondo mandato, e non è certo una coincidenza. Mentre a Washington tutto è pronto per la cerimonia di domani i riflettori del mondo si sono accesi sulla piazza di Gaza City dove in diretta sulle tv mondiali avveniva il rilascio delle donne ostaggio. Prima c’era stata tensione per il ritardo di oltre tre ore nell’entrata in vigore della tregua – alle 11,15 invece che alle 7,30 – perchè il movimento islamista non aveva consegnato nei tempi previsti l’elenco degli ostaggi da liberare e Israele minacciava di riprendere i bombardamenti. Ma nel primo pomeriggio la tensione si è sciolta quando i tre suv bianchi di Hamas sono entrati nella piazza di Gaza City tra l’esultanza di miliziani, armati e con la fascia verde in testa, e di cittadini comuni, seguiti poco dopo dai tre suv bianchi della Croce Rossa Internazionale che hanno preso in consegna le tre donne ostaggio – Romi Gonen (24 anni), Emily Damari (28 anni) e Doron Steinbrecher (31 anni) – trasferendole poi alle Forze di difesa israeliane (Idf) che le hanno portate a Tel Aviv, nella piazza degli Ostaggi: anche lì una folla ad attenderle. “Il governo israeliano – dice una nota dell’ufficio del primo ministro Netanyahu – accoglie con affetto le tre donne liberate”: Il governo – prosegue la nota – “è impegnato a riportare a casa tutti gli ostaggi e i dispersi”. L’accordo con Hamas prevede ulteriori liberazioni nei prossimi giorni. Israele rilascerà 737 prigionieri palestinesi in cambio dei primi 33 ostaggi, tra questi sarebbero 25 quelli ancora vivi. Altri 4 ostaggi in vita, 4 donne, verranno liberate tra 7 giorni.
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