
Ci mancava solo questo: uno scontro in mondovisione nello Studio Ovale della Casa Bianca tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Un colloquio carico di aspettative davanti ai media mondiali. Beh, Trump lo ha condotto e sviluppato a modo suo strapazzando il leader ucraino che forse non si aspettava di essere trattato come l’aggressore, il colpevole del conflitto iniziato tre anni fa con l’invasione dell’Ucraina da parte dello zar del Cremlino che battezzava quell’aggressione come un’operazione militare speciale. Eppure lo scontro è andato proprio così, 20 minuti di altissima e inaspettata tensione concluso bruscamente dal padrone di casa, l’inquilino della Casa Bianca che non finisce mai di stupire. E con l’uscita in fretta e furia di Zelensky visto che, per forza di cose, nemmeno l’ombra della conferenza stampa congiunta prevista in conclusione. Saltata, come i nervi dei protagonisti del summit nello studio ovale. Il presidente americano ha strapazzato e anche umiliato il leader ucraino accusandolo di “giocare con la III guerra mondiale” (testuale), di mettere a rischio milioni di persone e di essere “irriconoscente” nei confronti degli Usa senza il cui aiuto – ha praticamente urlato Trump in faccia all’ospite pietrificato – “l’Ucraina avrebbe perso la guerra in due settimane”. Per Trump, che ha attaccato il presidente ucraino davanti a telecamere e giornalisti di tutto il mondo, Zelensky “non ha in mano le carte per un accordo” e si trova in una pessima situazione. Insomma o Kiev accetta un compromesso con Mosca o Washington smette di operare e si tira fuori dalla mediazione. Prima imbarazzatissimo e poi tentato da una risposta pepata, il presidente ucraino ha solo fatto in tempo a interrompere l’intemerata di Trump affermando di non essere venuto a Washington “per giocare a carte” e sostenendo che l’Ucraina può ancora dire la sua nella guerra con la Russia, voluta da quel “killer” di Putin. Ma non c’è stato modo di calmare l’inquilino della Casa Bianca che appariva infuriato, non si sa quanto ad arte – sceneggiate del genere in mondovisione non si improvvisano – e che ha posto bruscamente fine al suo incontro dopo venti minuti di alta tensione dicendo all’ospite: “Può tornare quando sarà pronto per la pace” e la smetterà di “mancare di rispetto agli Stati Uniti”. Fine dei giochi, almeno per oggi. Domani – con Trump – è sempre un altro giorno.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita