
India e Pakistan hanno concordato un cessate il fuoco totale e immediato dopo giorni di reciproci attacchi militari transfrontalieri. L’annuncio è stato del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con un post sul suo social Truth: “Dopo una lunga notte di colloqui mediati dagli Stati Uniti, sono lieto di annunciare che India e Pakistan hanno concordato un cessate il fuoco totale e immediato. Congratulazioni a entrambi i Paesi per aver dimostrato buon senso e grande intelligenza”. Il primo ministro pakistano, Shehbaz Sharif, ha elogiato gli Stati Uniti per il “ruolo proattivo” svolto nel facilitare l’accordo. L’India afferma di aderire all’accordo, ma l’esercito rimane “vigile”.
Trattative
Secondo il ministro degli Esteri pakistano, Ishaq Dar, altri Paesi sono stati coinvolti nelle trattative diplomatiche, tra i quali Turchia e Arabia Saudita. Nei giorni scorsi l’India aveva colpito obiettivi in Pakistan e nel Kashmir amministrato da Islamabad, in risposta a un attacco terroristico con decine di vittime a Pahalgam nel Kashmir amministrato da Nuova Delhi. India e Pakistan rivendicano entrambi il Kashmir, la regione situata al loro confine nord, per intero. Ancora una volta un conflitto totale tra i due rivali dell’Asia meridionale è stato scongiurato. L’esercito pakistano, che ha un ruolo decisivo nel Paese, può vantare di essere riuscito a sventare quella che viene definita l’aggressione indiana. L’India può dal canto suo sostenere di non aver esitato a colpire anche all’interno del Pakistan infrastrutture del gruppo terrorista che dal 1989 ha avviato nel Kashmir un’insurrezione armata.
Regionale
Tuttavia, secondo gli analisti, Delhi nonostante le forti spese in nuovi armamenti non sarebbe riuscita a sferrare il colpo decisivo a cui puntava. Non bisogna in ogni caso dimenticare che entrambi i Paesi sono potenze nucleari. Il Segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha afferma che il cessate il fuoco è un “passo positivo verso la fine delle attuali ostilità e per l’allentamento delle tensioni. Le Nazioni Unite sono pronte a sostenere gli sforzi volti a promuovere la pace e la stabilità nella regione”. L’amministrazione Trump ha confermato la vocazione a proporsi come pacificatrice nei conflitti globali. Il vicepresidente J.D. Vance aveva parlato di una potenziale guerra tra India e Pakistan come di “affari nostri”, segnalando come il confronto Delhi/Islamabad era un rischio che la Casa Bianca non poteva ignorare. A livello strategico regionale, Washington vede l’India del premier Narendra Modi come un elemento centrale nel contenimento della Cina, mentre il Pakistan ha un forte sostegno da parte di Pechino.
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