Netanyahu chiama il Papa e lo invita in Israele, “Siamo vicini ad un accordo con Hamas”

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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto questa mattina un colloquio telefonico con Papa Leone XIV dopo l’attacco dell’esercito israeliano di ieri a una chiesa a Gaza. Netanyahu ha detto al Papa che sta lavorando per il rapido rilascio degli ostaggi e che “i negoziati stanno procedendo. Siamo vicini a un accordo”. Nel corso della telefonata anche l’invito del premier israeliano al Papa per una visita in Israele. La chiesa colpita è quella della Sacra Famiglia, l’unica cattolica nella Striscia di Gaza diventata rifugio per sfollati in fuga dalla guerra. E’ stata centrata ieri mattina da un colpo di artiglieria dell’Idf (“Per un errore di tiro” ha detto un portavoce dell’esercito israeliano): tre persone sono morte, altre nove sono rimaste ferite. Ferito lievemente a una gamba anche il parroco, il padre argentino Gabriel Romanelli, che papa Francesco dopo il 7 ottobre chiamava quasi tutti i giorni per avere notizie della piccola comunità cristiana nell’enclave palestinese. Di “errore” ha parlato il premier Netanyahu ieri sera anche in un telefonata con Trump che lo aveva chiamato per esprimere il proprio disappunto. E la stessa ammissione ha fatto Netanyahu stamane con Leone XIV promettendo una rapida inchiesta sul gravissimo episodio. Secondo i media israeliani la telefonata durata oltre un’ora è stata “bonaria e amichevole”. Un comunicato della sala stampa vaticana rivela che nel colloquio il Santo Padre “ha ribadito l’urgenza di proteggere i luoghi di culto e soprattutto i fedeli e tutte le persone in Palestina ed Israele”.

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