Yemen: nel sud i gruppi legati agli Emirati prendono Aden. Continua il confronto con gli Houti filo-Iran, il ruolo dell’Arabia Saudita

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Yemen
(foto da en.stcaden.com)

Il Southern Transitional Council (STC), sostenuto dagli Emirati Arabi Uniti, ha assunto il controllo della gran parte dello Yemen meridionale. Compresa la città di Aden, finora sede del Presidential Leadership Council (PLC), il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale, dopo che nel 2014 gli Houthi sostenuti da Teheran occuparono la capitale Sanaa e una fetta del paese situato all’estremità meridionale della Penisola arabica.

Riyad

I principali leader del PLC hanno lasciato Aden per la capitale saudita, Riyad. L’STC sarebbe tentato in prospettiva dal dare vita a una riedizione dello Yemen del Sud indipendente. Uno Stato di orientamento comunista, l’unico nel mondo arabo, era già esistito su quei territori dal 1967 fino alla unificazione nel 1990 con la Repubblica dello Yemen, dopo la caduta dell’URSS che lo sosteneva. Ora l’STC riprende il potere innalzando la bandiera della Repubblica Democratica Popolare, ma i padrini questa volta sono gli Emirati. Per il leader ‘sudista’, Aidarous al-Zubaidi, l’avanzata è stata necessaria per ripristinare la stabilità e per continuare a combattere i ribelli Houthi.

Mar Rosso

L’Arabia Saudita per sostenere il traballante governo del PLC, negli ultimi tempi era parsa disposta a trattare con gli Houthi, per porre fine al conflitto al suo confine meridionale e ripristinare la libertà di navigazione lungo le rotte del Mar Rosso e del Golfo di Aden. Durante la guerra di Gaza le incursioni degli Houthi, per sostenere la causa di Hamas, contro le navi mercantili in transito nel Mar Rosso hanno sconvolto il commercio globale. Aidarous al-Zubaidi ha annunciato che “il prossimo obiettivo deve essere Sanaa, pacificamente o attraverso la guerra”. La nuova situazione al sud rischia di riaccendere il conflitto nello Yemen, dopo tre anni di relativa stasi a seguito del cessate il fuoco mediato dalle Nazioni Unite nel 2022.

Crisi umanitaria

Per le organizzazioni internazionali, lo Yemen resta una delle più gravi crisi umanitarie al mondo. Con bisogni, segnala l’Unicef, di portata immensa: gli ultimi dati riportano 10,8 milioni di bambini con necessità d’assistenza immediata, su oltre 19,5 milioni di persone colpite da violenze, crisi economica e povertà. Nel paese 4,8 milioni di persone risultano sfollate. L’STC ha svolto un ruolo militare importante nella coalizione che ha combattuto contro gli Houthi e ora punterebbe – secondo il britannico The Sunday Times – a un riconoscimento da parte del presidente USA, Donald Trump, con la possibilità di inserimento negli Accordi di Abramo con Israele. L’STC, fondato nel 2017, comprende vari gruppi in qualche caso anche rivali tra loro e gli analisti non hanno ancora chiaro fino a che punto il movimento sia riuscito a mettere da parte le divisioni regionali, tribali e religioso/ideologiche per unirsi attorno a obiettivi comuni, anche se l’aspirazione all’indipendenza appare un potente collante.

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