Anche l’Europa – per non fare solo il vaso di coccio – sgancia bombe. Raid di Francia e Inghilterra in Siria contro l’ISIS

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(foto account X Ministry of Defence)

Squillo di tromba a suon di bombe anche da parte dell’Europa. Nel disordine globale dell’era Trump, il Vecchio Continente rischia di essere il vaso di coccio nella redistribuzione delle sfere di influenza tra USA, Cina e Russia. Se l’Unione Europea con Ursula von der Leyen è apparsa una volta di più impacciata di fronte all’attacco di Trump al Venezuela, Francia e Regno Unito – le due potenze nucleari europee – hanno deciso di far sentire la loro voce con un raid aereo in Siria contro presunti arsenali degli islamisti in Siria.

‘Intelligenti’

Secondo quanto reso noto dal ministero della Difesa di Londra, i jet Typhoon FGR4 della RAF si sono uniti ad aerei francesi in un attacco congiunto contro un deposito di armi sotterraneo nel deserto della Siria centrale a nord di Palmira, utilizzato dai terroristi dello Stato Islamico. “I nostri aerei – precisa una informativa britannica – hanno utilizzato bombe ‘intelligenti’ guidate Paveway IV per colpire una serie di tunnel di accesso alla struttura. Le prime indicazioni indicano che l’obiettivo è stato colpito con successo”. I Typhoon FGR4 sono stati supportati da un velivolo cisterna Voyager per il rifornimento in volo.

Fierezza

Con un accento di fierezza il segretario alla Difesa britannico, John Healey, afferma: “Questa azione dimostra la leadership e la determinazione del Regno Unito”. In questo caso la ‘giustificazione’ non è la lotta al narcotraffico come annunciato da Trump per il blitz anti-Maduro in Venezuela, ma “la determinazione a stroncare qualsiasi rinascita di Daesh e delle sue pericolose e violente ideologie in Medio Oriente”. Healey ha ringraziato “tutti i membri delle nostre forze armate coinvolti in questa operazione per la loro professionalità e il loro coraggio. Erano tra le migliaia di militari britannici schierati durante Natale e Capodanno. Questa operazione, volta a eliminare pericolosi terroristi che minacciano il nostro stile di vita, dimostra come le nostre forze armate siano pronte a intervenire, tutto l’anno, per garantire la sicurezza della Gran Bretagna in patria e la sua forza all’estero”.

Riarmo

In una nota di fine anno, il ministero della Difesa di Parigi nel sottolineare la “ripresa del riarmo strategico”, segnalava come “di fronte a un mondo in cui la competizione tra le grandi potenze si intensifica” ed esiste la possibilità di “uno scontro diretto tra potenze dotate di eserciti tecnologicamente avanzati e industrialmente robusti è riemersa brutalmente, la preparazione alla guerra ad alta intensità torna ad essere una priorità strategica per la Francia”. Il presidente Macron ha ripetuto che “la guerra in Ucraina segna una svolta per l’Europa” e, parlando di un “brusco risveglio”, ha avviato politiche che formalizzano la rottura con il trend al disarmo del dopo Guerra Fredda. Francia e Regno Unito sono potenze nucleari con arsenali significativi (circa 290 testate per la Francia e 225 per il Regno Unito secondo dati 2025). Recentemente hanno rafforzato la cooperazione per rispondere alle insicurezze globali con la Dichiarazione di Northwood (luglio 2025), volta a creare – unendo le loro forze di sottomarini e cacciabombardieri – un credibile deterrente europeo, un “ombrello” strategico per l’Europa.

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