Alta tensione Washington-Mosca per il sequestro di una petroliera russa nel nord Atlantico

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Altissima tensione tra Washington e Mosca per il sequestro nel Nord Atlantico di una petroliera russa, la ‘Marinera’, avvenuto ad opera della guardia costiera americana coadiuvata da forze militari a stelle e strisce e col supporto logistico e di intelligence della Gran Bretagna. Si è sfiorato il gravissimo incidente tra le due superpotenze. Immediata, infatti, dopo l’episodio, l’ira di Mosca che ha chiesto agli Usa l'”immediato rilascio dell’equipaggio”. Il sequestro, secondo diverse fonti, sarebbe avvenuto in acque internazionali tra la Scozia e l’Islanda al termine di un inseguimento durato due settimane e dopo che la petroliera era sfuggita ad un primo tentativo di sequestro nei Caraibi: oggi infine un commando statunitense si sarebbe calato da un elicottero sul ponte della nave prendendone il comando. La petroliera, originariamente ‘Bella 1’ e poi ribattezzata ‘Marinera’, secondo il ministero della Guerra Usa, avrebbe violato l’embargo del petrolio venezuelano imposto da Trump e ancora in vigore, come ha precisato l’amministrazione Usa, anche dopo il blitz a Caracas che ha portato all’arresto del presidente Maduro. Lunghissimo il tragitto della petroliera russa partita a metà dicembre – sotto diverso nome e bandiera guyanese – da un porto iraniano per caricare greggio in Venezuela e prevedibilmente riportarlo nella disponibilità di Teheran. Dopo il primo tentativo di sequestro tra Natale e Capodanno, lo stop al largo delle acque venezuelane, l’inversione di marcia e la fuga della petroliera nell’Atlantico settentrionale, inseguita dai mezzi della Guardia costiera Usa e da una aereo-spia britannico. Ma tallonata anche da una mini-flotta russa – navi militari e un sottomarino – inviata da Mosca a protezione della sua fuga. Fino al termine della corsa, tra la Scozia e l’Islanda, con l’abbordaggio ad opera di un commando Usa calatosi sulla nave da un elicottero anticipando l’eventuale intervento dei soccorritori russi, ormai vicini. La petroliera – affermano fonti Usa – “è stata messa in sicurezza ed è sotto la custodia degli Stati Uniti”. Il Dipartimento per la Sicurezza Interna americano ha guidato l’operazione con il supporto militare statunitense. Attualmente, precisano le stesse fonti, a bordo sono presenti funzionari delle forze dell’ordine statunitensi. Tutto nasce dal blocco ordinato il mese sorso da Donald Trump delle petroliere sanzionate in entrata e in uscita dal Venezuela, una mossa che il governo venezuelano aveva etichettato come un “furto”.

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