“Avanti tutta”. Donald Trump nel discorso sullo stato dell’Unione più lungo di sempre (circa un’ora e 50 minuti) snocciola, incensandoli, i risultati del suo primo anno dal ritorno alla Casa Bianca e parla di una “svolta americana epocale”. Il grido di guerra del tycoon vuole incitare il mondo MAGA in vista delle elezioni di midterm del prossimo novembre. Trump non vuole diventare un’ “anatra zoppa”, con un Congresso a maggioranza democratica e si affida alla sua consumata teatralità per incitare i sostenitori, proprio quando i sondaggi segnalano che sono ormai davvero tanti i cittadini insoddisfatti delle condizioni di vita e della leadership senza freni del presidente.
Spanberger

Colgono la palla al balzo i democratici per passare al contrattacco e scelgono il volto ‘charming’ della governatrice della Virginia, Abigail Spanberger. La lista di fallimenti e promesse non mantenute è lunga e Spanberger rimarca: “Stasera il presidente ha fatto quello che fa sempre: ha mentito, ha usato capri espiatori, ha distratto e non ha offerto soluzioni concrete alle urgenti sfide della nostra nazione, su molte delle quali si è mosso attivamente per peggiorare la situazione”. La parola d’ordine dei dem per la prossima battaglia elettorale resta quella della “affordability”, ovvero la possibilità che beni o servizi (come sanità, istruzione, mutui) siano economicamente alla portata di tutti i cittadini americani. I democratici, afferma al governatrice, “stanno lavorando per ridurre i costi e per garantire la sicurezza delle comunità. Gli americani meritano di sapere che i loro leader sono concentrati sulla risoluzione dei problemi che li tengono svegli la notte. Problemi che determinano dove vivere, se ci si può permettere di avviare un’attività o se si deve saltare una prescrizione farmaceutica per fare la spesa”.
Reputazione
Allora la domanda centrale è: “Il presidente sta lavorando per rendere la vita più accessibile a voi e alle vostre famiglie? La risposta è no. Non ha offerto soluzioni concrete alle sfide urgenti della nostra nazione”. Ma se concentrare il fuoco sulle difficoltà dell’amministrazione Trump nel rilanciare l’economia offre ai democratici le migliori possibilità, Spanberger incalza il tycoon anche sulla repressione dell’immigrazione e lo accusa di “fare a pezzi le famiglie”. Trump ha poi ha minato la reputazione globale dell’America come “forza del bene. Non ha garantito la sicurezza degli americani né in patria né all’estero”. Molti dei posti riservati ai parlamentari dem a Washington sono rimasti vuoti e mentre Trump parlava non sono mancate urticanti interruzioni.
“Non sono scimmie“
Alla ripetuta cantilena del presidente di aver “risolto otto guerre”, la deputata del Michigan Rashida Tlaib, la prima donna di religione islamica ad essere eletta al Congresso, ha gridato: “È una bugia”. E quando il presidente ha elogiato i recenti dispiegamenti dell’ICE in Minnesota, la deputata di origini somale Ilhan Omar – aggredita da un facinoroso nei giorni degli spari a Minneapolis da parte degli agenti della forza d’intervento trumpiana – ha alzato la voce: “Avete ucciso degli americani”. Il deputato dem del Texas, Al Green, che aveva sollevato un cartello con la scritta: “I neri non sono scimmie”, in riferimento a un video razzista su Barack e Michelle Obama condiviso da Trump, è stato allontanato. Trump, ha commentato il parlamentare richiamando i temi caldi della giustizia anche dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi, “non riconosce la separazione dei poteri, non riconosce il giusto processo, non crede che i giudici possano emettere sentenze contrarie alle sue opinioni e avere ragione. Se permettiamo che ciò continui, la Costituzione perderà ogni significato”.
Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.
Imposta in20righe come fonte preferita