Slovenia: i liberali del premier Golob davanti alla formazione del filo-Trump Janša. Ma la nuova maggioranza dipenderà dai partiti minori

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Slovenia
(foto account FB Svoboda)

Testa a testa nelle elezioni politiche in Slovenia, in un voto che potrebbe anche influenzare gli equilibri all’interno dell’Unione Europea. I liberali (28%) del premier Robert Golob sono davanti di circa un punto percentuale rispetto alla formazione del populista (27%) di destra filo Trump, Janez Janša. La vittoria di misura renderà decisivo il ruolo dei partiti minori, che siano riusciti a superare la soglia di sbarramento al 4%. Il rischio, secondo gli osservatori, è quello di una fase di instabilità per Lubiana, che potrebbe portare anche a nuove elezioni.

Futuro

Golob ha parlato poco dopo l’annuncio dei risultati, affermando di essere fiducioso di poter guidare il prossimo governo, ma ha ammesso: “Ci attendono negoziati difficili. Nel prossimo mandato faremo tutto il possibile per garantire un futuro migliore. Possiamo guardare a un futuro sereno e libero con ottimismo, ma non ci basta una maggioranza risicata. Desidero davvero invitare tutti i partiti democratici presenti in Parlamento a discutere di questa coalizione per lo sviluppo”. Il rischio di fondo resta quello di un allineamento del paese dell’Europa centrale che affaccia sul mare Adriatico, all’orientamento di destra illiberale dell’ungherese Viktor Orbán e dello slovacco Robert Fico.

Interferenze

La Slovenia ha oscillato ripetutamente tra due blocchi politici da quando si è separata dall’ex Jugoslavia nel 1991 e Janša è già stato premier per tre volte. L’ultima fase della campagna elettorale è stata turbata da interferenze significative, con Jansa accusato di aver assoldato un’organizzazione di intelligence privata israeliana per controllare gli avversari. Un’agenzia di sicurezza già coinvolta nei tentativi di screditare gli accusatori del produttore hollywoodiano Harvey Weinstein, sotto inchiesta per abusi sessuali. Ago della bilancia potrebbero essere i conservatori liberali dei Democratici, guidati dall’ex numero due di Janša, Anže Logar. Imprevedibile, perché assolutamente fuori dagli schemi, l’atteggiamento del partito Resni.ca (Verità), che è arrivato per la prima volta all’Assemblea nazionale sull’onda di una popolarità costruita con la battaglia condotta a suo tempo contro i provvedimenti anti-Covid. Confermano le loro posizioni gli alleati uscenti di Golob, socialdemocratici e rosso-verdi, ma serviranno altri seggi per assicurare la maggioranza di governo.

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