Allo studio super vaccino contro il pan-coronavirus, per salvarci dalla prossima pandemia

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(foto da profilo Twitter WHO)

Gli scienziati avvertono: è solo questione di tempo. Altri ceppi pandemici sono in arrivo portati dai pipistrelli e da altri mammiferi. Bisogna mettere in campo subito una task force di virologi per preparare un vaccino universale, che possa difenderci dai prossimi attacchi del coronavirus

Mentre l’OMS tenta di calmare le polemiche contro l’efficacia del vaccino AstraZeneca, gli scienziati un po’ ovunque stanno lavorando a un vaccino nuovo e universale che potrebbe proteggere dal Covid-19 e dalle sue varianti. Un’arma a tutto campo per battere i raffreddori e l’influenza stagionali fino a una prossima temuta pandemia di coronavirus. La realizzazione in tempi record dei vaccini Covid-19 sarà ricordata come una pietra miliare nella storia della medicina, perché ha creato nel giro di pochi mesi ciò che fino ad oggi aveva richiesto almeno un decennio. Nonostante questa velocità 2,3 milioni di persone sono morte in tutto il mondo. Inoltre molti paesi non avranno la possibilità di vaccinare la popolazione per un altro anno se non due. Ci saranno più focolai di coronavirus in futuro, perché animali come pipistrelli e pangolini sono pieni di ceppi diversi di virus. Alcuni di questi agenti patogeni si riverseranno inevitabilmente su specie animali prima e sull’uomo dopo, causando nuove pandemie. È solo questione di tempo. Ora i ricercatori stanno iniziando a sviluppare prototipi di un cosiddetto vaccino contro il pan-coronavirus, con alcuni risultati promettenti da esperimenti su animali.

La comparsa

Dopo che i coronavirus furono identificati per la prima volta negli anni ’60, non divennero una priorità assoluta per i produttori di vaccini, perché per decenni è sembrato che causassero solo raffreddori lievi. Ma nel 2002 è emerso un nuovo coronavirus chiamato SARS-CoV, che ha causato una polmonite mortale chiamata sindrome respiratoria acuta grave o SARS. Gli scienziati solo allora si sono affrettati a creare un vaccino ad hoc. Dal momento che nessuno aveva mai realizzato un vaccino contro il coronavirus per gli esseri umani prima del 2002, c’era molto da imparare sulla sua biologia. Alla fine, i ricercatori hanno trovato la proteina spike sulla superficie del virus. I suoi anticorpi possono impedire al coronavirus di entrare nelle cellule e fermare l’infezione.

Pericolo dichiarato

Il pericolo dei coronavirus è diventato più chiaro nel 2012, quando una seconda specie si è riversata dai pipistrelli all’uomo, causando un’altra malattia respiratoria mortale chiamata MERS. I ricercatori hanno iniziato a lavorare sui vaccini già chiedendosi se creare un nuovo vaccino per ogni nuovo coronavirus fosse la strategia più intelligente. Non sarebbe meglio, pensavano, se un singolo vaccino potesse funzionare contro la SARS, la MERS e qualsiasi altro coronavirus? Quell’idea purtroppo non è andata da nessuna parte per anni. La MERS e la SARS hanno causato relativamente pochi decessi e sono state presto eclissate da epidemie di altri virus come Ebola e Zika. Nel 2016, Maria Elena Bottazzi, microbiologa del Baylor College di Medicina dell’Università del Texas, e i suoi colleghi hanno chiesto il sostegno del governo americano per sviluppare un vaccino contro il pan-coronavirus, ma non l’hanno ricevuto perché non vi era alcun interesse per un virus pandemico fino ad allora ritenuto – erroneamente – sotto controllo. Il suo team ha persino perso i fondi per lo sviluppo di un vaccino contro la SARS, dopo aver dimostrato che funzionava nei topi. Non era tossico per le cellule umane e poteva essere prodotto su larga scala. Il coronavirus apparentemente era scomparso semplicemente come era arrivato, non era quindi una priorità assoluta. Senza soldi per le sperimentazioni cliniche, ricorda il New York Times, gli scienziati hanno fatto l’unica cosa sensata per non buttare il lavoro svolto sulla ricerca di un vaccino universale: conservare il vaccino contro la SARS in un congelatore.

Anticipare

Tre anni dopo è emerso un terzo pericoloso coronavirus: il ceppo SARS-CoV-2 che causa il Covid-19. Sebbene questo virus abbia un tasso di mortalità molto inferiore rispetto ai suoi cugini che causano la SARS e la MERS, fa un lavoro di gran lunga migliore nel diffondersi da persona a persona, risultando in oltre 106 milioni di casi documentati in tutto il mondo e ancora in crescita. Tutte le lezioni apprese dai ricercatori sui coronavirus li hanno aiutati a muoversi rapidamente per creare nuovi vaccini per SARS-CoV-2. La dottoressa Bottazzi e i suoi colleghi hanno utilizzato la tecnologia che avevano creato per realizzarne un vaccino per il Covid-19, che è ora nelle prime sperimentazioni cliniche. Altri ricercatori hanno utilizzato metodi ancora più innovativi per muoversi più velocemente. La società tedesca BioNTech ha creato una molecola genetica chiamata RNA messaggero che codifica la proteina spike. Insieme alla Pfizer altre aziende, come Moderna, hanno ricevuto l’autorizzazione dal governo degli Stati Uniti a tempi record e hanno creato il loro vaccino in soli 11 mesi. Il record precedente per un vaccino contro la parotite era stato di quattro anni. Sebbene la pandemia di Covid-19 sia ancora lontana dall’essere finita, i ricercatori chiedono di poter già iniziare a lavorare su un vaccino universale, in grado di combattere il prossimo coronavirus. Il virus è già apparso tre volte in pochi anni e molto probabilmente tornerà ancora e sarà più letale.

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