Enoturismo strategico per ripartenza post Covid. Un volume di Dario Stefàno e Donatella Cinelli Colombini

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(foto da account FB CIBUS International Food Exhibition)

Cibo e vino come chiave di volta per un ritorno del turismo, anche internazionale. Dopo la brusca frenata imposta dalla pandemia, con le limitazioni agli spostamenti, occorre preparare la ripartenza. L’enoturismo ha già fatto riscoprire agli italiani il turismo di prossimità, nelle poche pause concesse dal Covid. Le presenze nazionali sono tuttavia solo una parte di una platea ben più ampia. Obiettivo riportare in Italia i turisti europei prima e americani e asiatici più avanti, nel giro di un paio d’anni. L’Italia può offrire accanto al suo patrimonio naturale e culturale una vasta offerta di proposte legate al territorio, ai suoi prodotti e alla cucina. Esperienze di degustazione, visite e shopping nei luoghi di produzione si sposano perfettamente con le tante possibilità di soggiorno nel Bel paese.

Locomotori

“Il vino e in generale l’agroalimentare d’eccellenza sono i locomotori della ripartenza turistica”. È l’indicazione del senatore Dario Stefàno, estensore della prima normativa per l’enoturismo. Il parlamentare Pd, presidente Commissione Politiche dell’UE di Palazzo Madama, segnala il ruolo primario dell’agroalimentare come “calamita per i visitatori stranieri”. In occasione della presentazione del volume “Turismo del Vino in Italia. Storia, normativa e buone pratiche” di Edagricole, Stefàno ha rimarcato il ruolo del vino e delle eccellenze agroalimentari “per una rinascita più veloce, sostenibile e duratura del nostro Paese”. Il volume si propone come un manuale sul turismo del vino, dove si introducono i principi e la pratica della wine hospitality, decisiva per permettere di trasformare le 25-30 mila cantine italiane aperte al pubblico in propulsori di sviluppo.

Cantine aperte

“Puntare sul turismo del vino per la ripartenza turistica – sostiene la co-autrice Donatella Cinelli Colombini, fondatrice del Movimento Turismo del Vino e ideatrice delle giornate di ‘Cantine Aperte’ – significa dare concreta applicazione agli obiettivi del Next Generation EU”. L’enoturismo richiede tra l’altro un ampio uso della tecnologia digitale e di conseguenza può favorire un netto miglioramento della connettività nelle campagne. Le prospettive sono di un turismo sempre più diffuso e destagionalizzato, in grado di offrire opportunità di lavoro soprattutto ai giovani. “Si avvicina chi produce agroalimentare a chi lo consuma, anche in termini di shopping”. Segnala Cinelli Colombini e in parallelo cresce “la cultura alimentare e si incentivano scelte nutrizionali più sane e rispettose dell’ambiente”.

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