Africa: sorpasso storico, il Marocco supera il Sudafrica e diventa la prima potenza industriale del Continente

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Marocco
(foto account FB Portail National du Maroc)

Sorpasso storico. Secondo l’ultimo indice di industrializzazione della Banca africana di sviluppo (AfDB), il Marocco diventa nel 2025 la principale economia industriale dell’Africa, superando il Sudafrica, che ha tenuto la prima posizione negli ultimi quindici anni. Il paese del Nordafrica è diventato il campione africano, grazie a un costante ammodernamento dell’industria, alla diversificazione delle esportazioni e a una politica industriale proattiva. Il Sudafrica rimane una potenza continentale, ma la sua competitività è in costante declino. Il regno alawita a lungo associato ai fosfati, ha visto dal 2005 il lancio di nuove strategie settoriali, sviluppando negli ultimi venti anni – grazie anche a ingenti investimenti pubblici – diversi settori strategici.

Trasformazione

Il Marocco sta raccogliendo i frutti della profonda trasformazione intrapresa sotto la guida del Re Mohammed VI, affermandosi come porta d’accesso fondamentale all’Europa e all’Africa. L’aeronautica si segnala come settore chiave ad alto valore aggiunto, con oltre 150 aziende operanti negli ecosistemi di Casablanca, Tangeri e Nouaceur, con la presenza di aziende tra cui Boeing, Airbus, Safran e Thales. Nel settore automobilistico, il Marocco domina la produzione africana, con quasi un milione di veicoli prodotti nel 2025. Le esportazioni di automobili verso l’Unione Europea hanno raggiunto 15,1 miliardi di euro nel 2023, posizionando il Paese davanti a Cina e Giappone in termini di valore. Inoltre, il Marocco possiede una rete infrastrutturale che pochi paesi africani possono eguagliare: la linea ad alta velocità Al Boraq tra Tangeri e Casablanca, l’espansione in corso del porto Tangeri Med – oggi il principale dell’Africa e hub strategico per il commercio globale – e il futuro Nador West Med, i progetti del porto atlantico di Dakhla, l’ampliamento dell’aeroporto Mohammed V di Casablanca. Un quadro che ha generato la crescente capacità di attrarre investimenti esteri, grazie anche agli incentivi fiscali e finanziari e la semplificazione di alcune procedure amministrative.

Opportunità

Un successo che non nasconde alcune debolezze. Come sottolinea la stessa Banca africana di sviluppo, i benefici di questa crescita rimangono distribuiti in modo diseguale tra le diverse regioni del paese e le classi sociali. L’economia marocchina inoltre fatica ancora a offrire opportunità all’altezza delle aspettative, in particolare per i giovani laureati. “Esiste un Marocco fiorente, ma esiste anche un Marocco ai margini”, rileva l’economista Abdelmalek Alaoui. La sfida che il Marocco deve affrontare è quindi legata alla prosecuzione del suo ammodernamento industriale e nello stesso tempo a una migliore distribuzione dei benefici della crescita, come leva per una prosperità più inclusiva. Lo stesso Re Mohammed VI ha lanciato l’allarme, dichiarando di non voler vedere il suo regno svilupparsi a due velocità diverse.

Pretoria

Il declino del Sudafrica è dovuto principalmente alle difficoltà strutturali di Eskom e Transnet le due aziende statali del settore energia e di quello di logistica e trasporti. Le ripetute interruzioni di corrente elettrica e i problemi logistici hanno indebolito la competitività di Pretoria nel settore manifatturiero, con una conseguente perdita di attrattività per gli investitori stranieri. Dietro al Sudafrica si confermano come realtà industriali africane l’Egitto in terza posizione e la Tunisia in quarta.

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