Come Alfredino. Purtroppo Rayan non ce l’ha fatta. Il bimbo di 5 anni caduto in un pozzo in Marocco

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Rayan
(schermata Al Arabiya)

Rayan non ce l’ha fatta. Come Alfredino. La terribile vicenda del bambino marocchino di 5 anni caduto in un pozzo, si è tragicamente conclusa come quarant’anni fa quella del ragazzino a Vermicino. Non sono bastati i canti e le preghiere della folla riunitasi intorno all’orribile pozzo a Tamrout, un villaggio del Marocco settentrionale, nella provincia di Chefchaouen. Dopo cinque giorni di scavo, in un’operazione disperata di salvataggio, i soccorritori hanno estratto il corpicino senza vita. L’équipe medica ha lasciato il tunnel scavato in giorni di lotta. Ma Rayan era morto.

Re

L’annuncio ufficiale è venuto dal re del Marocco, Mohammed XI. Cinque giorni di speranza. Cinque giorni di angoscia, dopo la sua caduta. Dopo aver scavato a lungo, a amni nude nell’ultimo tratto, i soccorritori avevano localizzato e raggiunto. La speranza di tutto il mondo in ansia era di ritrovare ancora vivo il piccolo. Rayan era caduto, rimanendo intrappolato nella profondità di un pozzo. A lungo segnali lo hanno dato come vivo. I soccorritori hanno sperato di tirarlo fuori. È stata una drammatica corsa contro il tempo, in un alternarsi di notizie discordanti. In Italia il giornalista dell’agenzia Agi, Brahim Maarad, che ha seguito commosso la vicenda minuto per minuto ha postato un tragico epitaffio: “A Dio apparteniamo e a lui torniamo. Per Rayan è stato decretato il ritorno a cinque anni. E noi accettiamo questo decreto. Grazie a chi ha scavato e a chi ha pregato. Rayan con il suo sacrificio lascia tante lezioni a noi tutti”.

Bulldozer

Le operazioni di salvataggio sono state rese terribilmente complicate dal terreno instabile. Per cercare di mantenere in vita Rayan, sono stati calati nel pozzo ossigeno, acqua e razioni di emergenza, oltre a una telecamera. Il piccolo era caduto mentre giocava, fino a 32 metri di profondità. Per giorni le squadre hanno usato bulldozer per scavare un fossato parallelo al pozzo e poi da venerdì hanno iniziato a scavare un tunnel orizzontale per raggiungerlo. Un incidente nalogo a quello di Vermicino, il 10 giugno 1981 che causò la morte di Alfredo Rampi. Dopo quasi tre giorni di inutili tentativi di salvataggio, il bambino morì dentro il pozzo a una profondità di circa 60 metri. La vicenda ebbe un enorme impatto sulla stampa e nell’opinione pubblica italiana, anche grazie alla diretta televisiva della Rai durante le ultime 18 ore.

Telecamera

“Non è possibile determinare le condizioni del bambino in questo momento. Ma speriamo in Dio che il bambino sia vivo”,avevano detto i soccorritori di Rayan. Le riprese della telecamera calata lo avevano mostrato ancora vivo e cosciente. Sul posto oltre ai tecnici e agli operatori dello scavo, una équipe medica e un elicottero. Migliaia di persone si sono radunate sul posto e hanno incoraggiato i soccorritori. Il padre di Rayan che stava lavorando vicino al pozzo al momento dell’incidente, ha detto: “Nel momento in cui ho staccato gli occhi da lui, è caduto”. Sui social media marocchini l’hastag #SaveRayan ha fatto tendenza. Il re del Marocco ha rivolto un messaggio di condoglianze alla famiglia del piccolo ed ha avuto un colloquio telefonico con il padre di Rayan.

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