Putin e l’allerta del sistema nucleare. La risposta del Pentagono

0
(foto Vitaly V. Kuzmin da it.wikipedia.org)

Dall’invasione dell’Ucraina, con Kiev sotto assedio ma ancora in grado di resistere, al filo di un dialogo che sembra riannodarsi con gli incontri di domani al confine bielorusso. Fino all’annuncio che d’un colpo rischia di far ricadere il mondo nell’incubo di una guerra atomica.

Il focus sulla guerra in Ucraina si racchiude oggi in questi tre momenti con un Putin a farla da protagonista minaccioso verso l’Occidente. Dopo aver ordinato la battaglia “totale” per conquistare la capitale ucraina, riuniti i vertici militari, il presidente russo ha scandito davanti alle tv (e al mondo) l’annuncio che evoca una guerra atomica. “Ordino al ministro della Difesa e al capo di stato maggiore di mettere in allerta speciale le forze di deterrenza (nucleare) dell’esercito russo”, una decisione presa – ha sottolineato lo ‘zar’ del Cremlino – in risposta alle dichiarazioni “aggressive” nei confronti di Mosca da parte di molti leader della Nato e dell’Occidente. Accanto a lui nella riunione al Cremlino il ministro della Difesa, Sergei Shoigu e il capo di stato maggiore, Valery Gerasimov. Le Forze strategiche di deterrenza sono le forze su cui si basa la capacità della Russia di esercitare deterrenza per una aggressione, ma anche per sconfiggere un aggressore. Includono sistemi di tipo diverso, fra cui le armi nucleari.

Parole che d’improvviso esasperano la dimensione dello scontro armato in atto lasciando anche intendere che Putin non parla più della “sola” guerra contro l’Ucraina ma si rivolge all’Europa Occidentale che possiede, come la Russia, armi nucleari tattiche probabilmente oggetto dell’allerta del presidente russo. Ma anche parole, quelle di Putin, che hanno provocato l’immediata risposta degli Stati Uniti, sintetizzabile così: gli Usa sanno come difendersi e come difendere i loro alleati. Per Washington quell’annuncio da Mosca è un’escalation che rischia di provocare un errore di calcolo e rendere le cose molto più pericolose di quanto già non siano. Comunque, ha affermato una fonte del Pentagono, gli Stati Uniti hanno “fiducia nel fatto che possono difendersi e difendere gli alleati”. Sulla reale entità della minaccia putiniana, la Difesa americana non si sbilancia. Berlino interpreta invece quelle parole come una mossa dettata dalla frustrazione per la frenata dell’offensiva in Ucraina che appare tutto meno che una “passeggiata”. Anche il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg, riporta l’Ansa, ha condannato la “retorica aggressiva” di Putin mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha convocato una nuova riunione d’urgenza per domani quando inizieranno le trattative tra le delegazioni di Mosca e Kiev per un cessate il fuoco (“senza precondizioni” dice un poco ottimista Zelensky) sulle sponde del fiume Prypiat, al confine tra Ucraina e Bielorussia.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita

Exit mobile version