Guerra Ucraina, segretario di Stato Vaticano Parolin telefona a Lavrov. “Si fermino i combattimenti”

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Parolin
(foto Saeima-Opera derivata:TharonXX da it.wikipedia.org)

Stop agli attacchi armati, “alla violenza delle armi si sostituisca il negoziato”. Il segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, ha avuto una telefonata con il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Serghei Lavrov. Il cardinale ha ripetuto l’appello alla pace di Papa Francesco e ha manifestato la disponibilità per qualsiasi tipo di mediazione. La Santa Sede è pronta “a fare di tutto per mettersi al servizio di questa pace”.

Madri

Nella Giornata internazionale della donna il Pontefice aveva rimarcato: “Guardando a Maria con in braccio il suo Figlio, penso alle giovani madri e ai loro bambini in fuga da guerre e carestie o in attesa nei campi per i rifugiati. Sono tanti! La Regina della pace ottenga concordia ai nostri cuori e al mondo intero”. Francesco ha ricordato “il volto delle donne di oggi” si evidenzia nel conflitto tra Russia e Ucraina. Donne “in lacrime nel salutare i mariti al fronte, solide nell’abbracciare figli spaventati, coraggiose nel gridare in piazza il ‘no’ a una guerra che non appartiene a nessuno, pronte a soccorrere soldati che dovrebbero essere nemici e che invece sono giovani intimoriti e fragili”.

Corridoi

Il cardinale Parolin – ha dichiarato il direttore della Sala Stampa vaticana, Matteo Bruni – ha trasmesso la profonda preoccupazione di Papa Francesco e ribadito l’appello perché si assicurino dei corridoi umanitari per i civili e per i soccorritori”. Diffondendo la notizia del colloquio telefonico, l’agenzia russa Interfax ha rilevato che “le parti hanno espresso la speranza che nel prossimo round di colloqui tra Mosca e Kiev si possa raggiungere un accordo sui temi chiave”. Lavrov ha ribadito le motivazioni russe che hanno condotto a quella che Mosca continua a chiamare “l’operazione militare speciale” in Ucraina. Nell’Angelus di domenica il Papa aveva aveva definito apertamente quella in corso come “una guerra”. Secondo Mosca, nel colloquio Lavrov-Parolin “una enfasi speciale è stata posta sulle questioni umanitarie. Comprese le misure per proteggere i civili, l’organizzazione e l’attuazione di corridoi umanitari, l’assistenza ai rifugiati”.

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