Covid, via green pass e meno mascherine ma prudenza resta d’obbligo. Quarta dose vaccino, subito i pazienti fragili

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(foto Isaac Quesada on Unsplash)

Via il green pass e mascherine soltanto in situazioni di assembramento e fino al 15 giugno sui mezzi di trasporto pubblici. L’Italia ritorna alla normalità pre-Covid, ma è doveroso un richiamo alla prudenza e alla saggezza di tutti. Il ministro della Salute, Roberto Speranza, non ha dubbi e a Repubblica dice: “Obblighi caduti, ma non abbassiamo la guardia”. E aggiunge: “Correre sulla quarta dose”.

Argine

Proprio il vaccino resta l’argine chiave contro il coronavirus. Si tratta di un vero e proprio strumento di salute pubblica a partire dai pazienti fragili. Lo hanno confermato le Società Scientifiche SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), SITI (Società Italiana di Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica) e AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica). Il simposio, presso il ministero della Salute, ha visto la partecipazione della FAVO (Federazione delle Associazioni di Volontariato in oncologia). Ed è stato organizzato da Aristea, con il contributo non condizionante di GSK. Decisivo stimolare l’accesso alla prevenzione vaccinale, in particolare laddove aumentano le complessità emotive e le criticità logistiche. Puntando a una medicina che possa limitare le lungaggini burocratiche e che voglia andare incontro ai bisogni medici non ancora soddisfatti.

Intervento

La quarta dose “per oltre 790 mila soggetti particolarmente fragili è ancora lontana – segnala il professor Massimo Andreoni, direttore scientifico SIMIT –. Serve dunque proteggere i soggetti più fragili, come preludio a un più ampio intervento vaccinale. Oggi possediamo una piattaforma tecnologica vaccinale estremamente valida che ci permette di realizzare nuovi vaccini estremamente validi e in tempi ridotti”. In questi due anni di pandemia, rimarca il professor Saverio Cinieri, presidente AIOM, “abbiamo imparato molto. Quanto sta avvenendo con la vaccinazione anti-Covid è la dimostrazione dell’importanza della prevenzione e della necessità di mantenere e rafforzare le corsie preferenziali in favore dei pazienti oncologici”. Senza mai dimenticare i percorsi di screening, di cura e di follow up, che in molti casi si sono interrotti dalla pandemia.

Associazioni

La vaccinazione anti-Covid, sottolinea il professor Paolo Castiglia, del Core Board Vaccini SItI, “ci ha fatto capire l’importanza del ruolo dell’ospedale, visto che tutti i soggetti fragili afferiscono prima o poi alle strutture specialistiche ospedaliere. Complessivamente, in Italia, la presenza di pazienti fragili con immunocompromissione è stimata tra l’1 e il 2%”. Anche le associazioni dei malati sono fortemente impegnate e svolgono un ruolo centrale a livello informativo. Attraverso questo lavoro, rileva il professor Francesco De Lorenzo, presidente FAVO, “i malati di cancro e i loro caregiver vengono direttamente responsabilizzati sul valore delle vaccinazione come salva vita”.

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