Guerra Ucraina, hacker russi di Killnet attaccano siti italiani. Colpiti anche quelli di Senato e Difesa

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Hacker
(foto Pixabay License)

Attacco informatico di hacker russi a siti italiani. Colpiti anche quelli del Senato e del ministero della Difesa. Il primo, tuttavia, sembra funzionare, mentre per lo Stato Maggiore Difesa il sito internet www.difesa.it non è raggiungibile per “attività di manutenzione da tempo pianificata”. L’azione di cyberpirateria rivendicata dal gruppo filo russo “Killnet”, che ha annunciato via Telegram di aver violato una serie di indirizzi informatici italiani.

Indagini

Indagini sono state avviate dalla Polizia Postale e, in particolare dagli esperti del Cnaipic, il Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche. Gli attacchi degli hacker russi secondo quanto si apprende non avrebbe al momento compromesso le infrastrutture, ma starebbe rendendo complicato l’accesso ai diversi siti. Killnet avrebbe cercato anche di bloccare il sito della manifestazione canora “Eurovision” di Torino, colpendo il sistema di voto. Nell’elenco di siti nel mirino dei pirati informatici filo-Putin compaiono anche la Scuola alti studi di Lucca, l’Istituto superiore di Sanità (Iss), Banca Compass, Infomedix (una società di servizi alle aziende) e l’Aci. La pagina internet dell’Iss risulta al momento irraggiungibile, i tecnici sono al lavoro per capire e valutare l’entità del danno.

DDos

L’Adnkronos parla di un attacco informatico di tipo DDos (Denial of Service) da parte di più computer ‘zombie’ controllati a distanza dagli hacker. Tra i Paesi europei presi di mira figura anche la Spagna. Il senatore di Italia Viva e componente del Copasir, Ernesto Magorno, su Facebook commenta: “L’attacco a diversi siti italiani tra cui quello del Senato, rivendicato da hacker russi, è un fatto gravissimo. È necessario reagire subito. Un attacco cyber dovrebbe essere riconosciuto come un atto di terrorismo”.

ACN

Lo scorso anno è stata costituita l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), per garantire la sicurezza e la resilienza cibernetica necessarie allo sviluppo digitale del Paese. Una branca dei servizi segreti affidata alla competenza del sottosegretario Franco Gabrielli, che sarà operativa nei prossimi mesi. Nei giorni scorsi Gabrielli aveva annunciato: “Dopo il ritorno del presidente Draghi dagli Stati Uniti, avremo un comitato interministeriale per la cybersicurezza, che di fatto formalizzerà la strategia. Ora abbiamo un’autorità unica, che fornirà al Paese una visione unitaria. Prima della scorsa estate c’erano ben 23 soggetti impegnati”.

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