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martedì, 9 Agosto 2022

Le democrazie cercano interlocuzione con i Paesi in via di sviluppo. Dal G7 offerte di partnership alternative alla “Nuova via della seta”

I leader del G7 hanno varato un piano che mobiliterà 600 miliardi di dollari di finanziamenti per i Paesi in via di sviluppo. Si tratta di una mossa, decisa al vertice di Elmau in Germania, considerata come alternativa progetto di Pechino della Belt and Road (BRI), la Nuova via della seta.

PGII

La Partnership for Global Infrastructure and Investment (PGII) vuole superare l’iniziativa infrastrutturale promossa dalla Cina e criticata per fatto pesare sui Paesi riceventi un pesante fardello di debiti. Si è parlato di “prestiti predatori”, che costringono i Paesi a cedere attività chiave quando non riescano a soddisfare il rimborso del debito. Il PGII consentirà invece, secondo il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, di “vedere i vantaggi concreti della collaborazione con le democrazie. Vogliamo offrire opzioni migliori ai Paesi in via di sviluppo o a reddito medio, per rispondere ai loro bisogni più urgenti in termini di infrastrutture”.

Investimenti

Il capo della Casa Bianca ha rimarcato: “Voglio essere chiaro. Questo non è aiuto o della beneficenza. Sono investimenti, che produrranno rendimenti per tutti”. Tra i progetti quello per la produzione di energia solare in Angola. E poi un impianto di produzione di vaccini in Senegal e un cavo per telecomunicazioni che collegherà Singapore alla Francia, attraversando anche il Corno d’Africa e l’Egitto. Gli investimenti nelle infrastrutture sono fondamentali, secondo il G7, per lo sviluppo sostenibile e per il raggiungimento della stabilità globale. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha evidenziato che obiettivo del PGII è diventare un “potente impulso di investimento positivo. Dimostrando così ai nostri partner nei Paesi in via di sviluppo che hanno una scelta”.

Standard

I progetti infrastrutturali saranno orientati alla lotta ai cambiamenti climatici, al miglioramento della salute, al raggiungimento dell’equità di genere e alla costruzione di reti digitali. Per Biden proprio la partnership con l’Angola dimostra che il piano del G7 è “più trasparente” della Via della seta. I progetti infrastrutturali concordati con il G7 “saranno realizzati con standard molto elevati”. Il piano da 2 miliardi di dollari per sviluppare un importante progetto solare in Angola, aiuterà Luanda “a coprire – ha precisato il presidente USA – il suo fabbisogno energetico e a raggiungere i suoi obiettivi climatici. Creando al contempo nuovi mercati per le tecnologie americane e buoni posti di lavoro in Angola”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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