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lunedì, 8 Agosto 2022

Sanzioni Usa ai cinesi. La Cina diventa la ”sfida ”. Vero rischio terza guerra mondiale e’ Taiwan

Le prime sanzioni Usa ai cinesi, con cinque imprese colpite perché accusare di aiutare i russi, sono un nuovo passo verso una nuova escalation. Si sta entrando in una nuova fase, dove le vicende ucraine sembrano sempre di più la prova generale di un teatro orientale dove davvero ci si gioca gli equilibri del mondo.

SANZIONI PASSO AL LIMITE DEL CONFINE. Le sanzioni Usa possono portare ad una rapida crescita della litigiosità tra Washington e Pechino. Una mossa vicino al confine di un punto di non ritorno. I cinesi sono infuriati, anche perché vedono smascherata la loro finta equidistanza nella guerra di Putin. Che finanzia coprendogli anche le spalle dal punto di vista economico. Allontanando di fatto la possibilità di giungere alla pace. Cosa comunque simmetrica con gli aiuti a Kiev. Il risultato e’ che il clima e’ diventato incandescente.

MONITO A PECHINO A NON FARE MOSSE SU TAIWAN, USA NON FARANNO PASSI INDIETRO. E si torna sempre al punto centrale di tutte le strategie future ad Est, dove si sta sposatndo il fulcro del mondo. Per gli Usa non esiste la resa, la difesa dell’Ucraina e’ nulla rispetto a quello che può accadere nel Mar cinese. La Casa Bianca sta stendendo una rete che dalla Nato si dipana fino fino all’alleanza nel Pacifico con Giappone, Corea del Sud, Australia e Nuova Zelanda. Pechino risponde mettendo da parte gli antichi conflitti con Russia ed India e cercando sponde in Sud America per spezzare la ragnatela occidentale.

I CINESI “CHI GIOCA CON IL FUOCO SI BRUCIA”. Per la Cina la questione di Formosa, l’isola dove si rifugiarono dopo la sconfitta con Mao e la sua lunga marcia, Chiang Kai-shek ed i suoi, e’ solo un fatto interno. Alla Cina stessa e non se ne può discutere. Taiwan e’ Cina e la Cina se la riprenderà. Inutili le illusioni,si creano solo false speranze.

MA TAIWAN NON VUOLE LA CINA VUOLE RIMANERE DEMOCRATICA. Non crede alle promesse della Cina, ha visto quello che e’ accaduto con Hong-Kong, dove ogni libertà e’ stata spazzata via.

LA PROMESSA USA. Gli Stati uniti hanno promesso decenni fa che avrebbero difeso Taiwan da qualsiasi invasione, a qualsiasi costo. Non solo per giustizia, in ballo c’è la produzione quasi esclusiva dei micro conduttori. Taiwan accende e spegne miliardi di computer in tutto il mondo. Ora questa promessa e’ stata rinnovata con la Nato. Come se ne esce? Dalla risposta puo dipendere il futuro del mondo.
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