
Finito il tormentone, la Camera ha definitivamente approvato la legge elettorale con 227 sì e 164 no, a scrutinio segreto. La maggioranza ha quindi retto alla prova dei fatti, nonostante sussurri che la davano divisa. Va detto che almeno finora la riforma, approvata ovviamente dalla maggioranza del tempo, è sempre stata una sorta di gatto nero. Chi l’ha fatta ha sempre perso le successive elezioni.
Ora la palla passa al presidente Mattarella ed alla Corte Costituzionale, soprattutto per quanto riguarda il premio alla maggioranza al 42%, in particolare al Senato che è diviso su base regionale.
Soddisfazione della Meloni ed opposizioni che parlano di legge truffa, come quella della Dc del 1952 di Alcibe De Gasperi. Che però poi ci ripenso’, visti i scarsi risultati ottenuti.
”A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti, siamo uniti, compatti e dereminati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così!”. Le parole della premier.
Al momento del voto le opposizioni hanno protestato nell’aula esponendo cartelli “No all’imbroglio “. “Legge truffa”, “Con la Meloni meno sanità e più armi”.
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