I microbi multiresistenti agli antibiotici vera emergenza sanitaria. In Italia 15mila morti l’anno. Il SIMIT lancia il progetto “Resistimit”

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(foto Herney Gómez da Pixabay)

“Resistimit” è il nuovo registro dinamico per combattere i microbi multiresistenti agli antibiotici. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2050 l’antibiotico-resistenza sarà la prima causa di morte a livello globale, provocando 10 milioni di decessi. L’Italia è il primo Paese europeo per numero di infezioni e di morti, con circa 15mila decessi l’anno.

Minaccia

Per fronteggiare questa minaccia presente e futura, parte da Pisa il progetto degli infettivologi della SIMIT per realizzare una rete clinica nazionale di monitoraggio. “L’obiettivo è creare una struttura che registri gli organismi multiresistenti nelle varie regioni”. Lo dice il professor Marco Falcone, segretario SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali). La piattaforma metterà in rete dieci centri pilota, dislocati in tutte le aree del Paese: Roma con Spallanzani, Tor Vergata e Umberto I; Napoli con Cotugno e Federico II. E poi Bari, Foggia, Palermo, Pisa, Varese, Modena, Perugia, Padova.

Punto

Un primo punto della situazione è stato fatto a Pisa il 14 e 15 dicembre, in occasione del convegno “La resistenza agli antimicrobici nella real-life”. Oggetto di studio – sottolinea il prof. Falcone – saranno batteri, funghi, virus e ogni altro microrganismo resistenti ai farmaci antimicrobici. Il registro permetterà tra l’altro di indagare caratteristiche e meccanismi di acquisizione delle infezioni. Abbiamo a disposizione molecole attive molto interessanti, ma si deve adottare un uso attento. Gli antibiotici restano preziosi salvavita”.

Strategia

Resistimit, rimarca il professor Claudio Mastroianni, presidente SIMIT, “rientra nelle strategie della nostra Società scientifica per coinvolgere le nuove generazioni di specialisti nella costruzione di un network per la raccolta dei dati. In Italia manca una reportistica adeguata”. Nel lavoro verranno utilizzati anche i dati della rete ALARICO (Advancing knowLedge on Antimicrobial Resistant Infections Collaboration Network), relativi ai “microrganismi multiresistenti carbapenetici. I più difficili da trattare e che causano un eccesso di mortalità che può arrivare fino al 20%”.

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