Economia: nuove stime FMI, nel 2023 il mondo non va verso la recessione. Ottimismo anche per l’Italia, più resiliente del previsto

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FMI
(foto Mohamed Hassan da Pixabay)

Se i cambiamenti climatici hanno sconvolto il mondo delle previsioni meteo, sembra che la congiuntura internazionale, tra Covid e guerra in Ucraina, abbia fatto saltare i calcoli degli economisti. A correggere il tiro è il Fondo monetario internazionale (FMI), che fornisce un quadro delle prospettive dell’economia globale assai più brillante rispetto al rapporto che vedeva nero di ottobre scorso.

Inflazione

L’inflazione appare destinata a rallentare e le economie di diversi Paesi europei mostrano più resilienza del previsto. Il capo economista del FMI, Pierre-Olivier Gourinchas, sintetizza così il nuovo scenario: “Siamo ben lontani da qualsiasi tipo di indicatore di recessione globale”. Nel nuovo rapporto si afferma che la corsa dell’aumento dei prezzi a livello globale dovrebbe “scendere dal 8,8% nel 2022 al 6,6% nel 2023 e al 4,3% nel 2024”. Insomma, le politiche restrittive delle banche centrali con l’aumento dei tassi e la guerra della Russia in Ucraina continueranno a pesare sull’attività economica, ma con un impatto meno deflagrante.

Ripresa

Gourinchas però vuol fare vedere di tenere i piedi per terra e afferma: “La strada per tornare a una piena ripresa con una crescita sostenibile, prezzi stabili e progressi per tutti è appena iniziata”. E tuttavia le riaperture in Cina dopo i duri lockdown anti-Covid sono un segnale importante. Così come, in generale, la tenuta dei principali mercati del lavoro, dei consumi delle famiglie e anche degli investimenti delle imprese. In particolare, buone notizie arrivano per Italia e Germania che per l’anno in corso eviteranno la recessione.

Italia

Per il nostro Paese il FMI indica stime al rialzo. Dopo il +3,9% registrato nel 2022, il PIL italiano è atteso quest’anno a un tasso di crescita del +0,6% e del +0,9% nel 2024. Per il 2023 si tratta di una correzione di 0,8 punti percentuali in più rispetto alle previsioni di ottobre. L’Italia si colloca così davanti alla Germania, che si attesta su un +0,1%. Guai in vista, invece, per il Regno Unito, che paga duramente le velleità della Brexit, con un PIL in calo dello 0,6%.

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