Tasse: legge delega di riforma del fisco al vaglio dei tributaristi. Alemanno (INT), stop a egoismi di settore e impegno per semplificazione

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(foto Nataliya Vaitkevich su pexels.com)

La legge delega di riforma fiscale approvata dal Consiglio dei ministri interroga il mondo della politica, ma anche quello dei professionisti del settore, fiscalisti e tributaristi. L‘Istituto Nazionale Tributaristi (INT), socio fondatore di Confassociazioni, segue con attenzione il progetto. “Il punto di forza di questa legge delega – sostiene Riccardo Alemanno, presidente INT – è che viene presentata all’inizio della legislatura. Perché poi sono già previsti due anni per l’emanazione dei decreti delegati e altri due anni per eventuali revisioni”. Alla riforma, ha detto Alemanno a Radio Parlamentare, servirà un rodaggio: “Va provata su strada”.

Detrazioni

Sicuramente commissioni e aule parlamentari avranno molto da lavorare e “credo che sarà importante l’apporto delle organizzazioni professionali”. Per essere realisti si dovranno “fare i conti con le coperture e con gli equilibri di bilancio”. Il passaggio da 4 a 3 aliquote per l’Irpef dovrebbe essere finanziato con la revisione delle detrazioni, le cosiddette tax expenditures. “Sono decenni che se ne parla e che ne parliamo”, rimarca il presidente INT. Ma i progetti sono naufragati, poiché – spiega Alemanno – “si tratta di benefici settoriali, ne sono stati conteggiati oltre 600. E ogni settore tende a salvaguardare la propria parte di competenza. Se si vuole riformare il sistema fiscale e renderlo più equo, bisogna abbandonare gli egoismi di settore e pensare all’interesse generale”.

Sburocratizzazione

Secondo Alemanno un rapporto fisco/contribuente più semplice e più improntato all’equità, è destinato a scoraggiare l’evasione: “Poi da lì a risolvere questo problema atavico – rileva -, ce ne passa. Però sicuramente questa è la via giusta”. Il presidente INT ha comunque un obiettivo su cui intende battersi: “La semplificazione e la sburocratizzazione. Vogliamo finalmente togliere la tassa sulla burocrazia, sulla complicazione che grava pesantemente in capo a famiglie, imprese e professionisti. La legge delega prospetta interventi. Mi auguro che nell’epoca del digitale si possa incidere, a partire dall’interoperatività delle banche dati della Pubblica amministrazione”. Nella delega è inserito anche “il riassetto delle disposizioni di diritto tributario. In modo da raccogliere le norme in testi unici per tipologia di imposta e di redigere uno specifico codice. Negli anni – conclude Alemanno – la sedimentazione normativa ha reso estremamente complessa l’applicazione delle norme, anche da parte del contribuente più corretto”.

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