Olanda, rischio ingovernabilità dopo voto anticipato. Vince Wilders capo dell’ultradestra anti-immigrazione. Via dalla UE?

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Wilders
(foto account FB Geert Wilders)

L’estrema destra anti-immigrazione e anti-Islam del Partito della Libertà (PVV) ha vinto le elezioni anticipate in Olanda. Il suo leader, Geert Wilders, dopo il successo si propone come premier per succedere al liberal-conservatore Mark Rutte, che aveva guidato i Paesi Bassi per gli ultimi 13 anni. Ai suoi fan Wilders ha detto: “Il PVV non può più essere ignorato. Governeremo”.

Coalizione

Ma al momento nessuna forza politica sembra disponibile a creare una coalizione con gli ultrapopulisti, che avrebbero totalizzato la maggioranza relativa di 35 seggi. Di qui il rischio ingovernabilità e comunque di una lunga fase di trattative per giungere alla formazione del nuovo governo. Il sistema proporzionale secco rende l’Olanda uno dei sistemi partitici più frammentati in Europa. Si era presentato alle urne un caleidoscopio di 26 formazioni, rispetto alle 17 già rappresentate in Parlamento, in quelle che gli analisti hanno definito “le elezioni più volatili dell’Europa occidentale”.

Seggi

Ora servono 76 seggi per la maggioranza alla Tweede Kamer, la Camera bassa di 150 componenti. Dopo le precedenti elezioni del 2021, ci vollero circa nove mesi di negoziati per mettere insieme un accordo, nonostante la coalizione di centrodestra guidata da Rutte fosse la stessa del suo precedente esecutivo. Wilders, 60 anni, ha promesso agli olandesi “un’agenda di speranza”, per “dare priorità” ai loro “interessi” e mettere fine allo “tsunami dell’immigrazione e dell’asilo”. Di sicuro all’opposizione di Wilders c’è l’alleanza di sinistra tra socialisti e verdi (25 seggi) guidata dall’ex commissario europeo, Frans Timmermans, classificatasi in seconda posizione.

Delusione

Delusione per l’erede di Rutte, Dilan Yesilgoz, soltanto al terzo posto (24 seggi) il partito liberl-conservatore VVD. Di origini curde, arrivata da bambina come rifugiata dalla Turchia, Yesilgoz è oggi paladina della linea dura sull’immigrazione e puntava a diventare la prima donna premier. Unicamente in caso di vittoria si era dichiarata disponibile a valutare una collaborazione con Wilders. Quarto (20 seggi) il neonato movimento di centrodestra anti-establishment, Nuovo Contratto Sociale (NSC), fondato ad agosto scorso da Pieter Omtzigt. È l’unico dopo il voto che si è detto “disponibile” a un governo di coalizione con Wilders, pur ammettendo che le alleanze “non saranno facili”.

“Nexit”

Se il leader nazionalisti europei, a partire da Marine Le Pen e Viktor Orban, festeggiano la vittoria di Wilders, a Bruxelles si diffondono timori. I Paesi Bassi sono uno dei membri fondatori dell’Unione Europea, tuttavia Wilders vuole indire un referendum per lasciarla e parla apertamente di “Nexit” (Netherlands exit).

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