Etiopia firma accordo con Somaliland per accesso al mare dal porto di Berbera. La Somalia protesta, “intesa nulla”

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Berbera
(foto account FB Abiy Ahmed Ali)

Etiopia e Somaliland hanno firmato un memorandum d’intesa che dà all’Etiopia l’accesso al mare attraverso il porto di Berbera, nella parte meridionale del Golfo di Aden, in cambio del riconoscimento diplomatico. Il Somaliland, ex Somalia britannica, è uno Stato del Corno d’Africa non riconosciuto internazionalmente, dichiaratosi indipendente nel 1991 dalla Somalia. Se il patto verrà rispettato, l’Etiopia diventerà il primo Stato membro delle Nazioni Unite a riconoscere l’autoproclamata Repubblica.

Nobel

L’intesa è stata siglata ad Addis Abeba dal presidente del Somaliland, Muse Bihi Abdi, e dal primo ministro etiope, Abiy Ahmed. L’Etiopia, con più di 100 milioni di abitanti, è il Paese più popoloso del mondo senza sbocco sul mare. L’ex colonia italiana ha perso l’accesso all’inizio degli anni ’90 del secolo scorso, quando l’Eritrea conquistò l’indipendenza. La questione, per una delle realtà economiche considerate a più rapida crescita dell’Africa, è ritenuta esistenziale dal premier Abiy, premio Nobel per la pace nel 2019 per la soluzione del conflitto ultraventennale con la confinante Eritrea. Per commentare l’accordo, Abiy su X ha scritto: “Tutto ciò che si può dire è: grazie a Dio. È un passo avanti nella giusta direzione per questa e per le generazioni a venire, che inaugura un nuovo capitolo di cooperazione e di integrazione regionale nel Corno d’Africa”.

Emirati

Finora l’Etiopia ha utilizzato il porto del vicino Stato di Gibuti per la stragrande maggioranza del suo import-export. Su Berbera, porto situato strategicamente sulla rotta del petrolio attraverso il canale di Suez, ci sono forti interessi anche degli Emirati Arabi Uniti, che investono e operano per l’ammodernamento del terminal attraverso DP World, società logistica multinazionale con sede a Dubai.

Diplomatico

Secondo fonti del Somaliland in cambio del riconoscimento diplomatico ufficiale, l’Etiopia avrà in affitto per 50 anni 20 chilometri di accesso al mare per le sue forze navali, potenzialmente anche militari. Per il presidente Muse Bihi Abdi: “L’Etiopia ha accettato di essere il primo Paese a riconoscerci. È una vittoria alla Repubblica del Somaliland”. Naturalmente l’intesa non è andata giù al governo della Somalia, che considera il Somaliland come parte integrante del Paese. A Mogadisco l’accordo viene valutato come una “aggressione” e ritenuto “inefficace e nullo”.

ONU

Il primo ministro somalo, Hamza Abdi Bare, ha invitato il Consiglio di sicurezza dell’ONU e l’Unione africana a intervenire. Nelle scorse settimane Somalia e Somaliland avevano tenuto colloqui a Gibuti per rilanciare il dialogo. Ora l’intesa con l’Etiopia viene bollata come “un ostacolo al buon vicinato, alla pace e alla stabilità della regione”. L’agenzia Reuters riferisce che il presidente della Somalia, Hassan Sheikh Mohamud, rivolgendosi al Parlamento ha rimarcato: “Nessuno ha il potere di regalare un pezzo della Somalia. Questo non è un accordo, ma una violazione della nostra esistenza come Paese”. Mohamud ha anche sottolineato che la Somalia ha sempre cercato di collaborare con l’Etiopia per un futuro migliore per entrambi i Paesi. Paradossalmente, anche l’organizzazione terroristica islamista Al-Shabaab, che controlla vaste zone del sud della Somalia in lotta con il governo di Mogadiscio, ha condannato l’accordo affermando: “Difenderemo la nostra terra e il nostro mare con il nostro sangue”.

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