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venerdì, 23 Febbraio 2024

Sudafrica: l’ex presidente Zuma vuole la rivincita alle elezioni di maggio, ma l’ANC il partito di Mandela lo sospende

L’ex presidente del Sudafrica, Jacob Zuma, 81 anni, torna in campo dopo la reclusione per corruzione e lancia una nuova formazione in vista delle elezioni generali previste per il prossimo maggio. Il suo partito, l’ANC (African National Congress), lo sospende. “Zuma e altri la cui condotta è in conflitto con i nostri valori e principi, si ritroveranno fuori dall’African National Congress”, ha affermato il segretario generale, Fikile Mbalula. Allo storico movimento politico di Nelson Mandela, protagonista della lotta all’apartheid e ininterrottamente dal 1994 alla guida del Paese all’estrema punta meridionale del Continente africano, Zuma aveva aderito giovanissimo appena 17enne.

Ala militare

Privo di istruzione formale, ma determinato aveva scalato i ranghi e come capo dell’ANC è stato presidente del Sudafrica dal 2009 al 2018, eletto per due volte dal Parlamento. Gli anni della sua presidenza furono segnati da diversi scandali, culminati con le dimissioni e il subentro in chiave anti-corruzione del suo rivale, Cyril Ramaphosa. Alle prossime elezioni, ritenute dagli analisti le più importanti tra quelle che si terranno in Africa nel 2024, Zuma – che ha sempre negato ogni illecito, parlando di caccia alle streghe – è in cerca di rivincita. La sua incarcerazione scatenò violente proteste nelle quali morirono circa 350 persone e un recente sondaggio segnala che quasi un sudafricano su tre lo stima. Zuma invita i suoi seguaci a votare per il neonato partito “uMkhonto we Sizwe” (MK), “Lancia della Nazione”, lo stesso nome dell’ala militare dell’ANC ai tempi della lotta anti-apartheid.

Soglia

Una gara tutta da giocare contro l’Alleanza tripartita al potere tra ANC, Partito Comunista Sudafricano (SACP) e Congresso dei sindacati sudafricani (COSATU). Di scissioni l’ANC già ne ha subite almeno due, con la nascita dell’Economic Freedom Fighters (EFF) e dell’African Congress for Transformation (ACT). C’è poi il maggiore partito di opposizione, l’Alleanza Democratica di centrodestra. La nuova discesa in campo di Zuma mette fortemente a rischio quella maggioranza assoluta dell’ANC, che fin qui ha consentito di governare il Sudafrica nel solco di Mandela. I sondaggi mostrano che il partito del presidente Ramaphosa potrebbe scivolare sotto la soglia del 50%, per la prima volta dalla fine del dominio della minoranza bianca.

Coalizione

Ciò obbligherebbe l’ANC a formare una coalizione, cercando alleati per rieleggere in Parlamento Ramaphosa. I sudafricani considerano la disoccupazione in una economia stagnante la questione più importante nelle prossime elezioni, seguita dalla criminalità e dalla fragilità infrastrutturale del sistema elettrico, con blackout anche di 12 ore al giorno. Zuma non ha dubbi: bisogna “salvare l’ANC. Noi non odiamo l’ANC, ma le azioni dei leader che hanno venduto il partito”. E per batterli questa volta l’MK “invece del proiettile, utilizzerà la scheda elettorale”. L’ex presidente accusa l’arcinemico Ramaphosa di essere corrotto dal “capitale monopolistico bianco” e contro di lui utilizza l’intero repertorio di protesta e ribellione caro all’ex movimento di liberazione dall’apartheid. Significativo anche il forte radicamento nell’identità culturale Zulu, a partire dalla popolosa provincia di Kwa-Zulu Natal. Zuma promette ai leader tribali tradizionali lo status di autorità sovrane con poteri esecutivi.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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