Trump colpevole di tutti i 34 capi di imputazione, per aver pagato il silenzio dell’ex porno-star Stormy Daniels

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Stormy
(foto account FB Donald J. Trump)

L’ex presidente USA e prossimo candidato repubblicano alle presidenziali del 5 novembre, Donald Trump, è stato giudicato colpevole di tutti i 34 capi di imputazione nel processo di New York sul pagamento per comprare il silenzio su un rapporto con l’ex porno star, Stormy Daniels. Trump è il primo presidente americano a essere condannato in sede penale e a diventare di fatto un ‘criminale’. La pena, dopo il verdetto della giuria popolare, verrà annunciata il prossimo 11 luglio.

Carcere

Il reato prevede anche fino a quattro anni di carcere, ma esperti legali prevedono come esito più probabile quello di una multa o della libertà vigilata. Nel caso di condanna alla prigione, Trump manterrà comunque la prevista tutela dei Servizi segreti. La squadra di difesa del tycoon proporrà appello “non appena possibile” e potrebbero passare anni prima che il caso venga definitivamente risolto. Commentando la sentenza l’ex presidente ha definito il verdetto una “vergogna” e attaccato il giudice Juan Merchan, che ha presieduto il caso.

Giurati

La corte e i giurati in sei settimane di processo hanno ascoltato 22 testimoni sull’incontro sessuale con Stormy Daniels, avvenuto nel 2016 poco prima dell’elezione alla Casa Bianca, su cui Trump aveva cercato di stendere illegalmente una cortina di silenzio con un pagamento di 130mila dollari effettuato dal suo ex legale, Michael Cohen. “Il vero verdetto sarà il 5 novembre, da parte del popolo”, ha ammonito Trump. Qualunque sarà la sentenza verrà nominato candidato presidenziale del GOP alla convention di Milwaukee, tra il 15 e il 18 luglio. La macchina della campagna di Trump ha già inviato ai sostenitori un appello per la raccolta fondi, definendo l’ex presidente un “prigioniero politico”. Il procuratore distrettuale di Manhattan, Alvin Bragg, che ha sostenuto l’accusa, ha rilevato che nel processo è stata seguita la legge “senza timori o favori” e i giurati hanno preso la loro decisione basandosi “soltanto sulle prove”.


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