Ristorazione: rinnovato il contratto nazionale di lavoro. Per quasi un milione di lavoratori un aumento di 200 euro

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(foto di Elevate su Unsplash)

Ristorazione rinnovato il contratto nazionale di lavoro, per quasi un milione di lavoratori è previsto un aumento di 200 euro. Novità anche sull’inquadramento del personale e sul rafforzamento dell’assistenza sanitaria integrativa, per un contratto che interessa oltre 300mila imprese ed era scaduto da più di tre anni. La nuova intesa avrà una durata di tre anni e mezzo, con scadenza il 31 dicembre del 2027. La firma nel settore ristorazione potrebbe aprire la strada a una soluzione per tutti gli altri contratti in un comparto strategico come quello del terziario dei servizi, a partire dal turismo.

PIL

L’Italia è il secondo mercato della ristorazione in Europa, con un valore annuo di oltre 100 miliardi di euro. Un settore economico strategico per il Paese, inserito nella filiera agroalimentare e turistica che vale circa il 13% del PIL nazionale. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno siglato l’accordo con le associazioni datoriali Fipe Confcommercio, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi, Agci Servizi. Nella parte normativa viene decisa una significativa revisione della classificazione e dell’inquadramento del personale fermi dagli anni Novanta, per renderli più rispondenti alle esigenze del mercato e alle nuove tipologie di offerta. Sono state rafforzate inoltre le norme in materia di diritti individuali delle lavoratrici e dei lavoratori, come le misure di contrasto alle violenze e alle molestie nei luoghi di lavoro e i congedi per le donne vittime di violenza.

Negoziato

“Un risultato rilevante – segnalano le organizzazioni sindacali – ottenuto dopo un negoziato articolato e complesso”, sostenuto con numerose iniziative di mobilitazione culminate nello sciopero nazionale del 22 dicembre 2023. L’aumento sui minimi retributivi rimarca Paolo Andreani, segretario generale Uiltucs è “il giusto modo per difendere il salario dall’inflazione. Più in generale, abbiamo un contratto più vicino che mai alle esigenze delle lavoratrici e lavoratori e un modello che conferma la nostra idea di contrattazione come risposta ai bisogni delle persone”. Il presidente di Fipe Confcommercio, Lino Stoppani, parla di “un risultato importante in vista dell’ormai imminente avvio della stagione estiva. Aver sottoscritto il contratto in questo contesto, dopo i danni delle tante recenti emergenze, è segno di responsabilità sociale, capacità di visione, competenza tecnica e coraggio di tutte le parti presenti al tavolo negoziale”.


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