
Anura Kumara Dissanayake ha vinto le elezioni presidenziali dello Sri Lanka, il Paese insulare dell’Oceano Indiano a sud dell’India. Dissanayake, 55 anni, leader del partito Janatha Vimukthi Peramuna (JVP) di orientamento marxista, ha ottenendo il 55,89% dei voti al secondo turno. Il particolare sistema elettorale dello Sri Lanka prevede il cosiddetto voto classificato, con un secondo turno tecnico a cui partecipano i due candidati più votati e con il conteggio delle seconde e terze preferenze espresse dagli elettori sulla scheda.
Rivolte
Il JVP fu protagonista negli anni ’70 e ’80 del secolo scorso di due fallite rivolte, durante le quali furono uccise circa 80mila persone. Paradossalmente si verificarono durante il governo di Sirimavo Bandaranaike, di formazione trotzkista e prima donna al mondo a ricoprire il ruolo di primo ministro. In queste ultime elezioni presidenziali, nonostante il numero record di candidati, non c’era nessuna donna. Alta l’affluenza alle urne superiore al 76%. In campagna elettorale Dissanayake ha promesso severe misure anti-corruzione, dopo le proteste di massa – denominate “Aragalaya”, (“la lotta”) – che nel 2022 portarono alla cacciata della ‘dinastia’ del presidente Gotabaya Rajapaksa, che da circa dieci anni dominava sul Paese.
Povertà
Il nuovo presidente del Paese dovrà affrontare il duplice compito di rilanciare l’economia e di far uscire milioni di persone dalla povertà. La cattiva gestione di Rajapaksa venne acuita dalla pandemia di Covid-19, che ha soffocato il turismo motore economico chiave. Durante il mandato del presidente Wickremesinghe, predecessore di Dissanayake, il Fondo monetario internazionale (FMI) ha concesso decisivi prestiti a patto di severe politiche di austerità. Il nuovo presidente si è impegnato a garantire l’accordo, ma riducendo l’impatto delle misure sui più poveri. Dissanayake punta sul rilancio del turismo e sullo sviluppo dell’industria tecnologica.
Vittoria
“Questa vittoria appartiene a tutti noi”, ha detto Dissanayake agli srilankesi in un messaggio su X. “Il sogno che abbiamo coltivato si sta finalmente avverando. Insieme siamo pronti a riscrivere la storia dello Sri Lanka”. Dissanayake, noto anche come AKD, ha rimarcato: “La democrazia non si esaurisce con la nomina di un leader, il mio obiettivo è quello di radunare coloro che hanno le competenze per aiutare questo Paese a risollevarsi”. Prima mossa, subito dopo il giuramento, lo scioglimento del Parlamento e la convocazione di elezioni politiche prevista per dicembre: “Non ha senso continuare con un Parlamento che non è in linea con ciò che vuole la gente”, ha affermato con nettezza Dissanayake.
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