La ‘vendetta’ di Teheran: una pioggia di missili su Israele

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Una pioggia di oltre 200 missili balistici su Israele (ma secondo il Jerusalem Post forse anche il doppio). Un lancio effettuato in due ondate a partire dalle 18,45, un attacco durato poco più di un’ora e cessato intorno alle 20 quando le sirene hanno smesso di risuonare il tutto il paese e gli israeliani hanno avuto il permesso di uscire dai rifugi.

La ‘vendetta’ dell’Iran contro lo Stato ebraico per l’uccisione di Hassan Nasrallah, leader degli Hezbollah, e di Ismail Haniyeh, capo politico di Hamas, uccisi il primo nel suo bunker venerdì scorso a Beirut in un bombardamento ‘chirurgico’ e il secondo il 31 luglio quando era ospite degli ayatollah nella capitale iraniana – una vendetta per molti versi attesa e anticipata di qualche ora dall’intelligence americana – si è materializzata oggi pomeriggio con il lancio di centinaia di missili su tutto il territorio dello stato ebraico, quasi tutti abbattuti dalla difesa antiaerea israeliana Iron Dome.

Pochi i danni (non si ha notizia di vittime a parte i sei morti dell’attentato terroristico di Jaffa) ma molta la paura e altissima la tensione in tutto il Medio Oriente e nel mondo mentre l’esercito israeliano porta avanti la sua penetrazione via terra in territorio libanese per distruggere postazioni, depositi e tunnel di Hezbollah, insomma “per completare l’opera” come ha spiegato il premier Netanyahu senza nascondere i “tempi difficili” che attendono Israele.

Un lancio di missili quello di stasera che potrebbe essere solo l’inizio delle ostilità, la prima mossa di una vera e propria ‘guerra’ tra Israele e Iran, trattandosi del confronto militare tra due paesi sovrani. La data di oggi poi, la pioggia di missili iraniani, sarà ricordata anche come l’attacco più grave subito da Israele da quel tragico 7 ottobre dell’anno scorso, la mattanza operata da Hamas, l’inizio di tutto.

Ora ci si chiede se l’Iran si limiterà al lancio di missili o produrrà nuovi attacchi. E se Israele deciderà di contrattaccare o meno, in qualche modo obbedendo ai consigli di Biden che per ogni evenienza sta infoltendo la presenza di militari Usa nelle basi in Medio Oriente. Comunque Teheran ha già fatto sapere che per lo stato ebraico sarebbe meglio non rispondere perchè se lo facesse dovrebbe mettere in conto “conseguenze devastanti”.

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