USA: sciopero dei portuali paralizza il trasporto marittimo. La prima volta da 50 anni, solidarietà di Biden ma anche da Trump

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(foto account FB International Longshoremen's Association)

Per la prima volta in quasi 50 anni, 45mila lavoratori portuali USA sono entrati in sciopero. Una mossa che ha paralizzato il trasporto marittimo nei principali scali della costa orientale sull’Atlantico e del Golfo del Messico, colpendo alcuni dei porti più trafficati degli Stati Uniti. La fermata del lavoro è scattata contemporaneamente su tutte le banchine dal Maine al Texas.

Aumento

La decisione di incrociare le braccia dopo il fallimento delle trattative salariali, con la richiesta di un aumento di 5 dollari l’ora per ognuno dei sei anni di durata del prossimo contratto di lavoro da siglare con la controparte, la United States Maritime Alliance (USMX). Il sindacato International Longshoremen’s Association (ILA) sta lottando anche per fermare i progetti di automazione del settore. Il presidente dell’ILA, Harold J. Daggett, si è unito ai picchetti nel porto di Newark nel New Jersey.

Lotta

Piena solidarietà da parte della International Longshore and Warehouse Union (ILWU), il sindacato della costa occidentale: “Quando combattiamo, vinciamo” ha rimarcato il presidente ILWU, Bobby Olvera: “Fratelli e sorelle, siamo con voi, dall’Alaska a San Diego, alle Hawaii”. Daggett ha chiarito: “Siamo pronti a lottare finché sarà necessario, a restare in sciopero per tutto il tempo che servirà. Devono soddisfare le nostre richieste, perché questo sciopero finisca. Aziende avide stanno guadagnando miliardi di dollari e non vogliono condividerli”. Il blocco delle attività portuali è destinato a colpire un’ampia gamma di prodotti dalle derrate alimentari alle spedizioni di automobili.

Container

Gli esperti stimano che i porti gestiscano più di un terzo delle importazioni ed esportazioni degli Stati Uniti. Secondo l’Autorità portuale di New York e del New Jersey, 100mila container sono già in sospeso, in attesa di essere scaricati. Lo sciopero avviene a poche settimane dalle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, dove è in corso una campagna elettorale che vede i temi del costo dei beni di consumo e dell’economia come i principali per gli elettori. Finora il presidente Biden ha respinto le richieste dei gruppi imprenditoriali di ricorrere al potere federale per riaprire i porti. “È giusto – ha sottolineato il presidente – che anche i lavoratori, che durante la pandemia hanno rischiato la propria vita per tenere aperti i porti, vedano un aumento significativo dei loro salari. Non è questo il momento per i grandi vettori del trasporto merci di rifiutarsi di negoziare un salario equo per questi lavoratori essenziali, proprio mentre incassano profitti record”. Sulla stessa lunghezza d’onda il candidato repubblicano alla presidenza Trump: “I lavoratori americani dovrebbero essere in grado di negoziare salari migliori, soprattutto perché le compagnie di navigazione operano con navi battenti bandiera straniera”.

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