
Pechino conferma l’interesse per una crescente presenza e influenza nell’area del Pacifico, attentamente monitorata da Australia e Nuova Zelanda. In occasione della recente visita di stato nella Repubblica popolare cinese, il governo delle Isole Cook ha siglato un piano di partenariato strategico globale tra i due Paesi. Nella città di Harbin, capoluogo dell’Heilongjiang la provincia più a nord della Cina, si è avuto un incontro bilaterale tra il primo ministro delle Isole Cook, Mark Brown, e il premier della Repubblica popolare cinese, Li Qiang. Le isole Cook sono una nazione del Sud Pacifico, collegata politicamente alla Nuova Zelanda. Le sue 15 isole sono distribuite all’interno di una vasta area, nella più grande, Rarotonga, si trova la capitale, Avarua.
Prioritari
Isole Cook e Cina intrattengono rapporti dal 1997, il nuovo piano d’azione quinquennale negoziato tra i due governi definisce un quadro di impegno in settori di interesse “prioritari”, tra cui commercio e investimenti, turismo, scienze oceaniche, acquacoltura, agricoltura, infrastrutture, trasporti, resilienza climatica. Nel corso della visita in Cina la delegazione delle Isole Cook ha avuto contatti con organizzazioni e aziende, tra cui la Shanghai Jiao Tong University, rinomata per il suo lavoro pionieristico nella ricerca sugli oceani profondi, e il Guangming Food Group, impegnato nel settore dell’acquacoltura. Tra i progetti il rafforzamento dell’industria delle perle coltivate, attraverso programmi di selezione e allevamento di ostriche adatte alle temperature delle acque delle isole del Pacifico.
Fondali
Di particolare rilievo strategico l’accordo quinquennale per l’esplorazione dei minerali nelle profondità marine, che comprende il trasferimento di tecnologia, il supporto logistico e la ricerca sugli ecosistemi delle profondità marine. L’intesa non include licenze di estrazione mineraria. Il primo ministro Brown, ha rimarcato che il settore dei minerali presenti nei fondali marini continuerà a essere soggetto a “una rigorosa supervisione normativa”. Gli accordi con Pechino, sottolinea una nota del governo delle Isole Cook “riflettono l’impegno costante nel promuovere partnership internazionali, che supportino lo sviluppo nazionale e la resilienza regionale”. I progetti “riflettono i valori condivisi di entrambi gli Stati per promuovere lo sviluppo sostenibile, proteggere la biodiversità marina e promuovere la crescita economica attraverso una gestione responsabile delle risorse oceaniche”. Per le Isole Cook, i partenariati “sostengano la crescita economica, la sostenibilità ambientale e la sovranità nazionale”.
Analizzare
La Nuova Zelanda ha dichiarato di aver “preso atto” degli accordi e di volerne “analizzare” il contenuto. “Finché le Isole Cook rimarranno legate costituzionalmente alla Nuova Zelanda – ha detto il ministro degli Esteri neozelandese, Winston Peters – ci aspettiamo che non vengano perseguite politiche che siano significativamente in contrasto”. La situazione dei rapporti tra la Cina e i maggiori Paesi dell’area, Australia e Nuova Zelanda, resta particolarmente delicata. Nei giorni scorsi esercitazioni navali cinesi con l’utilizzo di munizioni da guerra hanno suscitato attenzione da parte di Canberra e di Wellington. La Nuova Zelanda ha dichiarato che una nave cinese ha sparato proiettili veri durante esercitazioni in acque internazionali tra Australia e Nuova Zelanda. L’Australia ha riconosciuto che le esercitazioni non violavano il diritto internazionale, ma ha sostenuto che Pechino non aveva dato un preavviso sufficiente rispetto a manovre navali che hanno determinato anche una sospensione dei voli commerciali.
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