Sudafrica: respinte le accuse di ‘genocidio’ dei bianchi, ma Trump e Musk insistono. Porte aperte ai farmer afrikaner come rifugiati

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Sudafrica
(foto da account X Willem Petzer)

Il Sudafrica è nel mirino del presidente USA, Donald Trump, e del suo ministro/consigliere Elon Musk. Deciso nel reprimere l’immigrazione irregolare, Trump ha invece spalancato le porte degli Stati Uniti ai proprietari terrieri bianchi sudafricani, che secondo il tycoon sono perseguitati nel Paese di Nelson Mandela. Uno dei tanti ordini esecutivi firmati alla Casa Bianca taglia gli aiuti al Sudafrica, compresi quelli sanitari per la lotta all’HIV/AIDS, e offre asilo ai farmer ‘afrikaner’. Trump ha parlato di “uccisione su larga scala di coloni” in Sudafrica, mentre Musk ha condannato quelle che ha definito “leggi razziste sulla proprietà” e il “genocidio dei bianchi”.

Mandela

Il Sudafrica – guidato da un governo di unità nazionale, dopo che l’African National Congress (ANC) fondato da Mandela ha perso la maggioranza assoluta alle elezioni del maggio 2024 – ha risposto alle pressioni degli Stati Uniti sul controverso tema dell’espropriazione delle terre e sulla politica estera, dove Pretoria è capofila dei Paesi BRICS e nella denuncia di un presunto ‘genocidio’ di Israele a Gaza. Il presidente Cyril Ramaphosa in varie occasioni ha attaccato: “Il Sudafrica è la nostra terra. Appartiene a tutte le persone che vivono qui, non a Trump. Lui può tenersi la sua America. I suoi antenati quando sono arrivati in America, hanno trovato i nativi e li hanno uccisi quasi tutti. Quindi, Trump deve lasciarci in pace”. Musk è nato e cresciuto in Sudafrica. Negli ultimi anni ha sostenuto la narrazione della persecuzione degli afrikaner e la forte attività di lobbying da parte del gruppo di pressione di destra AfriForum, i “suprematisti in giacca e cravatta”.

Starlink

In ballo sembra esserci anche la presenza di Starlink in Sudafrica. La legge richiede che le aziende che operano nel Paese siano al 30% di proprietà di neri, per correggere le disuguaglianze imposte ai tempi dell’apartheid, ma Musk vorrebbe essere esentato dalla regola. In chiave di redistribuzione delle opportunità, l’ANC e Ramaphosa hanno sostenuto l’approvazione dell’Expropriation Act, che consente alle autorità di acquisire terreni nell’interesse pubblico senza indennizzo, in circostanze eccezionali come quando le aree vengono abbandonate. I dati mostrano che il 73% dei terreni di proprietà privata in Sudafrica è appannaggio dei bianchi, che rappresentano il 7% della popolazione. Secondo un audit fondiario del 2017, i neri – che costituiscono oltre l’80% degli abitanti – possiedono solo il 4% della terra. L’ANC ha sottolineato l’importanza della legge per facilitare gli obiettivi di riforma agraria contenuti nella Costituzione, ma la Democratic Alliance che fa parte dell’esecutivo di unità nazionale, pur riconoscendo le disposizioni costituzionali, ha annunciato l’intenzione di contestarne la validità.

Criminalità

Gli estremisti afrikaner hanno colto la palla al balzo e capeggiati da Willem Petzer sono scesi in piazza a Pretoria davanti all’ambasciata USA per inneggiare a Trump con lo slogan: “Make South Africa Great Again”. La criminalità – uno dei temi scottanti in Sudafrica – è un problema universale, che colpisce tutte le componenti della società e gli incidenti nelle fattorie vanno contestualizzati in questo quadro non facile. A quasi 35 anni dall’abolizione delle principali leggi segregazioniste dell’apartheid, le sfide in materia di integrazione razziale restano aperte, ma è generalmente riconosciuta una crescente accettazione tra le diverse comunità. Nei giorni scorsi un tribunale sudafricano ha respinto le accuse di “genocidio bianco”, definendole “chiaramente immaginarie” e “irreali”, e ha bloccato la donazione di un ricco sostenitore del segregazionismo al gruppo suprematista bianco Boerelegioen. I fratelli del defunto si erano opposti all’eredità in favore del gruppo estremista, che conteneva la precisa indicazione di utilizzare i 2,1 milioni di dollari per “diffondere messaggi di separazione razziale”. Volontà bocciata dal tribunale, perché “contraria all’ordine pubblico”.

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