Papa Francesco: condizioni sono stazionarie. Il Santo Padre ha ricevuto le Ceneri e ha telefonato al parroco di Gaza

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Papa
(foto Annett_Klingner da Pixabay)

“Il Santo Padre anche oggi è rimasto stazionario senza presentare episodi di insufficienza respiratoria. La polmonite del Papa sta seguendo la normale evoluzione di una patologia di questo tipo in cura. Il Papa collabora con le terapie, l’umore resta buono”. Lo rende noto il bollettino diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede sullo stato di salute di Papa Francesco, ricoverato al Policlinico Gemelli dal 14 febbraio. “I medici sottolineano l’assenza di crisi negli ultimi due giorni, ma serve tempo per ulteriori valutazioni. Il quadro clinico resta stabile nel contesto di una situazione complessa”.

Ceneri

Nell’appartamento privato al decimo piano del Gemelli, il Santo Padre ha partecipato al rito della benedizione delle Sacre Ceneri, che gli sono state imposte dal celebrante, quindi ha ricevuto l’Eucarestia. Successivamente si è “dedicato ad alcune attività lavorative. Sempre nel corso della mattina ha chiamato padre Gabriel Romanelli, parroco della Sacra Famiglia di Gaza. Nel pomeriggio ha alternato il riposo al lavoro”. Dal punto di vista delle terapie è proseguita la somministrazione dell’ossigeno ad alti flussi, mentre la notte viene utilizzata la ventilazione meccanica. Il Papa ha incrementato fisioterapia respiratoria, quella motoria attiva e ha trascorso parte della giornata in poltrona. Nell’aggiornamento mattutino della Sala Stampa vaticana si segnalava: “Il Papa ha riposato bene nella notte, si è svegliato poco dopo le 8”. Il Papa ha proseguito la terapia e la fisioterapia respiratoria. Come programmato, è passato dalla ventilazione meccanica non invasiva della notte alla ossigenazione ad alti flussi, usando i naselli. “La situazione appare stabile, sempre nel contesto di un quadro complesso”.

Catechesi

La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso il testo della catechesi per l’udienza generale in Aula Paolo VI, annullata a causa del protrarsi del ricovero del Santo Padre. Il Pontefice sviluppa una riflessione a partire dall’episodio del ritrovamento di Gesù al Tempio, chiamato “Gesù tra i Dottori”, narrato nel Vangelo di Luca. Rappresenta l’unico episodio descritto sulla tarda infanzia di Gesù, quando dodicenne si intrattenne nel tempio di Gerusalemme con i dottori della legge, all’insaputa dei genitori che lo ritrovarono dopo tre giorni. “Maria e Giuseppe vogliono proteggere quel figlio preziosissimo sotto le ali del loro amore; Gesù invece vuole vivere la sua vocazione di Figlio del Padre, che sta al suo servizio e vive immerso nella sua Parola”. Francesco esorta: “Mettiamoci anche noi sulle tracce del Signore, che non si lascia contenere dai nostri schemi e si lascia trovare non tanto in un luogo, ma nella risposta d’amore alla tenera paternità divina, risposta d’amore che è la vita filiale”. In piazza San Pietro il Santo Rosario delle ore 21 viene presieduto dal cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi.

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