
Il Sud Sudan, Paese senza sbocco sul mare nell’Africa centro-orientale, è di nuovo sull’orlo della guerra civile. L’Uganda ha inviato forze speciali nella capitale Juba, a sostegno del presidente Salva Kiir. La mossa annunciata dal generale, Muhoozi Kainerugaba, capo delle Forze armate ugandesi, mentre sale la tensione tra Kiir e il vice-presidente Riek Machar. L’ultimo fragile accordo di pace tra i due contendenti risale al 2018, seguito dalla formazione di un governo di unità nazionale. Tuttavia, i punti chiave dell’intesa – nuova Costituzione, elezioni e assorbimento dei gruppi armati in un unico esercito – non sono mai stati completati.
Etnie
La guerra civile etnica tra i Dinka di Kiir e i Nuer di Machar, durata 5 anni, si stima abbia provocato la morte di oltre 400mila persone, dei quali oltre il 10% bambini. Più di 4 milioni gli sfollati, la metà dei quali nei vicini Uganda e Sudan. La scorsa settimana, il vice capo dell’esercito e due ministri, tutti della fazione di Machar, sono stati arrestati dalle forze di sicurezza di Kiir, facendo salire la tensione alle stelle. Sporadici combattimenti tra le forze governative e una milizia nota come Esercito Bianco si sono registrati nella città settentrionale di Nasir, nell’area dell’Alto Nilo. Il generale Kainerugaba ha detto che qualsiasi mossa contro il presidente Kiir costituisce “una dichiarazione di guerra contro l’Uganda. Proteggeremo l’intero territorio del Sud Sudan come se fosse il nostro”. Il Sud Sudan, economicamente legato alla produzione di petrolio, è uno dei Paesi meno sviluppati al mondo.
Nazioni Unite
Già alla fine della scorsa settimana le Nazioni Unite avevano esortato “tutti gli attori ad astenersi da ulteriori violenze e i leader del Paese a intervenire urgentemente per risolvere le tensioni attraverso il dialogo e garantire che la situazione della sicurezza non si deteriori”. Kampala aveva inviato truppe nel vicino Sud Sudan nel 2013 e nel 2016, nella fase attuale si assiste a una crescente presenza diplomatico-militare nella regione del governo del presidente Yoweri Museveni. Militari ugandesi sono stati inviati anche nella Repubblica Democratica del Congo, dove gruppi ribelli sostenuti dal Ruanda stanno combattendo contro il governo di Kinshasa, per il controllo della regione orientale del Paese, il Kivu ricco di risorse minerarie. L’Uganda teme che un nuovo conflitto di vasta portata nel vicino Sud Sudan possa spingere ondate di rifugiati oltre il confine e determinare un importante fattore di instabilità.
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