
Elly Schlein non è poi così isolata in Europa, tra i socialisti e i democratici europei. Il dibattito a Strasburgo, al Parlamento europeo, sulla proposta Rearm EU presentata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha visto i socialisti con la capogruppo spagnola, Iratxe Garcia, chiedere una vera difesa europea, finanziata attraverso il debito comune anziché con soluzioni nazionali, mantenendo al contempo la spesa sociale e preservando lo stato sociale. All’Unione Europea, aveva scandito la segretaria del Pd, “serve la difesa comune, non il riarmo nazionale” ed è “inaccettabile utilizzare i fondi di coesione per finanziare le spese militari nazionali”.
Sicurezza
Debito comune, solidarietà e visione strategica sono per Iratxe Garcia, le fondamenta di una solida architettura di sicurezza europea. “Il ritorno al potere di Trump e il suo vergognoso riavvicinamento al criminale di guerra Putin – ha rilevato – hanno reso chiaro che non possiamo contare su terze parti per garantire la nostra sicurezza. Questa crisi ci offre un’opportunità senza precedenti per fare un balzo in avanti nella costruzione di una vera unione di difesa. Riarmare l’Europa è un passo positivo, ma è solo il primo”. Per Iratxe Garcia: “Non possiamo fare affidamento su soluzioni nazionali che rischiano la frammentazione. La costruzione di una vera difesa comune e il nostro sostegno all’Ucraina sono due facce della stessa medaglia. Non possiamo rassegnarci ad aiutare l’Ucraina solo a resistere. Dobbiamo aiutare l’Ucraina a vincere questa guerra con un’azione coraggiosa e decisa. Un’azione che include il sequestro dei beni statali russi congelati”. Concetti ripresi nel suo intervento dal capogruppo Pd a Strasburgo, Nicola Zingaretti, con la richiesta di “aprire il cantiere per la difesa comune europea. Spendere di più per 27 eserciti nazionali non ci rende più sicuri: la deterrenza o è europea o non è deterrenza. Serve un vero coordinamento tra i Paesi UE, investimenti comuni in ricerca e industria strategica e un’Europa protagonista nel mondo. Contro più nazionalismo, serve più federalismo”.
Ventotene
Un richiamo a quel “sogno di Ventotene” contenuto nella adesione di Achille Occhetto – pubblicata su la Repubblica – alla manifestazione per l’Europa del 15 marzo a Roma, lanciata da Michele Serra. Secondo Occhetto, ultimo segretario del PCI e primo del PDS, nella presentazione della proposta von der Leyen è parso mancare proprio il tema della necessità della “costruzione di un’Europa politica”. Nella riunione dell’ultimo Consiglio europeo straordinario in cui è stata lanciata Rearm EU tale questione “non è stata richiamata nemmeno sullo sfondo”. In vista del Consiglio, nella riunione dei leader del socialismo europeo – presenti tra gli altri il premier spagnolo Sanchez, il cancelliere tedesco uscente Scholz e la stessa Elly Schlein – il presidente del PSE, lo svedese Stefan Lofven aveva rimarcato: “Il riarmo individuale dei 27 Stati membri non è quella soluzione a livello di UE, che è ciò di cui abbiamo bisogno”. E ancora: “La posizione progressista sulla sicurezza europea non deve concentrarsi esclusivamente sulle armi: è anche stabilità, benessere, cooperazione e coesione. Gli investimenti nella difesa non possono andare a discapito della politica di coesione europea, che è parte essenziale del progetto europeo”.
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