Francesco, un ictus causa della morte. Il testamento: “La mia sofferenza per la pace. Seppellitemi nella nuda terra”. Conclave tra il 6 e il 10 maggio

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Un ictus cerebrale seguito da un “collasso cardiocircolatorio irreversibile”: queste le cause ufficiali della morte di papa Francesco, spirato alle 7 e 35 di stamane nel suo appartamento presso la Domus Santa Marta in Vaticano.

Un decesso quindi non legato direttamente ai problemi respiratori accusati dal pontefice argentino negli ultimi tempi. Il certificato di morte, sottoscritto dal prof. Andrea Arcangeli, è stato diffuso dalla sala stampa vaticana mentre in una piazza san Pietro affollata di fedeli veniva celebrato il rosario e la salma del papa, deposta in una bara di legno, veniva traslata prima nella cappella di Santa Marta e poi all’interno della basilica dove, da mercoledì, sarà possibile per i fedeli rendergli omaggio. I funerali potrebbero aver luogo sabato 26 aprile – devono tenersi tra il quarto e il sesto giorno dalla morte – ma la data precisa verrà comunicata dal cardinale camerlengo, l’americano Farrell, e dal collegio dei cardinali convocato per domani. Per il concave che deve tenersi tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del papa si parla di una data tra il 6 e il 10 maggio (votano 135 cardinali elettori, serve una maggioranza dei due terzi, quattro votazioni al giorno). Ma il conclave potrebbe anche essere anticipato di qualche giorno se tutti i cardinali elettori dovessero essere presenti a Roma.

Contestualmente alla denuncia di morte del papa la sala stampa della Santa sede ha diffuso il testo delle ultime volontà di papa Francesco relativamente al luogo della sua sepoltura. Non sarà in Vaticano, come già noto, ma nella basilica di Santa Maria Maggiore, luogo caro a Bergoglio che un anno fa rese pubblica questa sua volontà raccontando che era solito frequentare la basilica già quando era arcivescovo di Buenos Aires in occasione delle sue visite a Roma. Il suo legame profondo con Santa Maria Maggiore, d’altra parte, oltre alla devozione mariana, risiede anche nel fatto che fu proprio in questa chiesa che Ignazio de Loyola, fondatore dell’ordine dei Gesuiti cui apparteneva Francesco celebrò ala sua prima messa nel Natale del 1538.

“Chiedo che le mie spoglie mortali – recita il testamento di Bergoglio – riposino aspettando il giorno della risurrezione nella Basilica papale di Santa Maria Maggiore. Desidero che il mio ultimo viaggio terreno si concluda proprio in questo antichissimo santuario Mariano dove mi recavo per la preghiera all’inizio e al termine di ogni Viaggio Apostolico ad affidare fiduciosamente le mie intenzioni alla Madre Immacolata e ringraziarLa per la docile e materna cura”. “Chiedo che la mia tomba sia preparata nel loculo della navata laterale tra la Cappella Paolina (Cappella della Salus Populi Romani) e la Cappella Sforza della suddetta Basilica Papale come indicato nell’accluso allegato. Il sepolcro – si legge ancora – deve essere nella terra; semplice, senza particolare decoro e con l’unica iscrizione: Franciscus”.

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